L'iniziativa

Dalle 12 di oggi davanti alla basilica di San Pietro e poi, per dieci giorni, a staffetta, con un presidio in piazza Montecitorio. Parte così, con una giornata di digiuno di giustizia, in solidarietà con le e i migranti, l’iniziativa promossa da un gruppo di missionari, preti di strada e suore. 

Dopo le magliette rosse dello scorso fine settimana, una parte del mondo della Chiesa continua a voler manifestare per dissentire rispetto alle politiche migratorie del governo e del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Padre Alex Zanotelli, a nome dei comboniani, monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, suor Rita Giaretta di “Casa Ruth” di Caserta, padre Giorgio Ghezzi, religioso sacramentino, don Alessandro Santoro, della comunità delle Piagge di Firenze e la comunità del Sacro Convento di Assisi, sottolineano come «le scelte del governo sono incompatibili con il Vangelo e con la Costituzione. Per questo, difendiamo il principio di umanità con le armi che abbiamo: il nostro corpo».

A lanciare il digiuno un comunicato, in cui si sottolinea come questo cui assistiamo oggi «è il naufragio dei migranti, dei poveri, dei disperati, ma è anche il naufragio dell’Europa e dei suoi ideali di essere la “patria dei diritti umani”. È un crimine contro l’umanità, un’umanità impoverita e disperata, perpetrato dall’opulenta Europa che rifiuta chi bussa alla sua porta».

Da qui la proposta di «un piccolo segno visibile, pubblico: un digiuno a staffetta con un presidio davanti al Parlamento italiano per dire che non possiamo accettare questa politica delle porte chiuse che provoca la morte nel deserto e nel Mediterraneo di migliaia di migranti».

Per aderire all’iniziativa e partecipazione al digiuno scrivere a: digiunodigiustizia@hotmail.com