Egitto

L’Egitto ha condannato tre ragazzi cristiani a 5 anni di carcere per offesa all’Islam. Un quarto giovane eviterà il carcere ma andrà in riformatorio poiché non ancora diciottenne. I quattro, secondo un tribunale nel sud del paese arabo, avevano preso in giro in un filmato la preghiera di alcuni fedeli musulmani.

La sentenza è stata emessa nella provincia di Minya. I quattro, ha detto il loro legale Maher Naguib, non avevano intenzione di prendere in giro l’Islam bensì le esecuzioni dell’Isis. Il legale ha definito il verdetto “incredibile” e a detta sua il giudice avrebbe dovuto punirli solo con una multa.

Il video è stato ripreso dall’insegnante dei giovani, anche lui cristiano, che è stato condannato a tre anni di carcere. Il filmato dura 30 secondi e riprende i ragazzi mentre fanno finta di pregare. Uno di loro era inginocchiato e recitava il Corano, mentre dietro di lui altri due ridevano. Le famiglie degli studenti, ascoltando il verdetto, si sono messe a piangere e sono piombate nella disperazione. L’avvocato Naguib ha aggiunto che il video è emerso nell’aprile del 2015, poco dopo che i militanti dello Stato islamico in Libia decapitarono decine di cristiani egiziani. «Il giudice -ha detto Naguib- non ha mostrato alcuna pietà e ha inflitto loro il massimo della pena».

Le leggi egiziane in materia religiosa sono molto severe e le persone condannate dopo azioni considerate blasfeme sono punite pesantemente. La rigidità del sistema giudiziario sembra in controtendenza in un momento in cui il presidente egiziano al-Sisi, peraltro sostenuto dalla minoranza cristiana copta, si presenta come paladino di una riforma laica. I cristiani costituiscono circa il 10% della popolazione egiziana e da tempo lamentano di essere discriminati dalla maggioranza musulmana. (Repubblica / Agi)