Gambia

Agnes Guillard, delegata dell’Unione europea in Gambia deve lasciare il paese entro 72 ore. L’ultimatum è arrivato sabato, senza alcuna spiegazione, dal governo gambiano che da tempo viene aspramente criticato dall’Ue per il mancato rispetto dei diritti umani in particolare riguardo alla questione dell’omosessualità. 

Il paese è guidato dal presidente Yahya Jammeh che ne ha preso le redini con un colpo di stato nel 1994. L’annuncio è stato fatto sabato sera dalla tv pubblica che non ha dato spiegazioni sulla decisione, limitandosi a precisare che le 72 ore decorrono dal 5 di giugno. 

Il presidente gambiano ha schiacciato ogni forma di dissenso nei suoi confronti e ha subìto molte denunce e critiche riguardo le violazioni dei diritti umani perpretrate dal suo regime. Di recente Jammeh ha attuato misure dure contro l’omosessualità. Ha definito i gay “parassiti” e li ha minacciato di volergli  “tagliare la gola”.

Gli atti omosessuali sono illegali in Gambia. Il parlamento ha approvato una legge lo scorso agosto che impone l’ergastolo per il reato di “omosessualità aggravata”. Per questo ha subito pesanti critiche dall’Ue.

“L’annuncio ci ha lasciato di stucco” ha commentato un portavoce Ue annunciando l’intenzione di convocare l’ambasciatore del Gambia. Guillard è in Gambia dal 2011 e l’Ue è uno dei principali partner economici del paese dell’Africa occidentale. Anche se da tempo in conflitto, si pensi che l’anno scorso l’Ue ha bloccato quasi 15 milioni di dollari in aiuti diretti al Gambia.

Nel dicembre 2012 l’Ue aveva anche sollecitato il Gambia ad abolire la pena di morte, a riaprire i media chiusi per aver criticato il potere e di autorizzare i diplomatici ad accedere alle prigioni nel paese. (Bbc)