Cominciamo con la definizione proposta dagli autori: Peppoloni, ricercatrice all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia; Di Capua, geologo dello stesso istituto. «Geoetica è la ricerca e la riflessione sui valori che sono alla base di comportamenti e pratiche appropriati, ovunque le attività umane interagiscano con il sistema Terra». Il libro muove da alcune proposizione che costituiscono le basi del percorso che coinvolge geo-scienziati, decisori politici e cittadini.

Nelle crisi globali i comportamenti individuali fanno la differenza, come pure le responsabilità personali, interpersonali e sociali; la responsabilità di tutti verso il sistema Terra implica i rispetto dei sistemi socio-ecologici; merito e competenza devono essere al centro di un nuovo patto sociale tra scienza e cittadini; le catene di approvvigionamento antropiche devono essere ridefinite affinché siano più resilienti; inevitabile un cambiamento culturale nella società, perciò si deve investire nei sistemi scolastici, universitari e della ricerca; è essenziale creare meccanismi di governance internazionale più trasparenti e indipendenti nei settori della salute e dell’ambiente, che incoraggino lo scambio di conoscenze ed esperienze fra le nazioni e forniscano supporto decisionale ai governi.

Ammonisce il filosofo Telmo Pievani in prefazione: «La mente dell’Homo sedicente sapiens predilige il qui e ora, è schiacciata sul presente, inadatta a prendere impegni etici che non siano prossimi e tangibili». Si tratta di cambiare registro.

 

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