(Credit: www.afro.who.int)

Per superare la pandemia di Covid-19, bisogna evitare il ripetersi della tragedia causata dall’epidemia di Hiv/Aids 20 anni fa, quando le terapie antiretrovirali sono arrivate nei paesi a risorse limitate soltanto 10 anni più tardi, mentre nei paesi ricchi si riduceva sensibilmente il numero dei decessi.

Secondo l’Oms, in Africa sono più di 50 mila le vittime di coronavirus dall’inizio della pandemia e si registra un totale di oltre 2,1 milioni di casi Covid-19 positivi. Medici senza frontiere (Msf), nell’arco della propria esperienza in contesti privi di solide strutture sanitarie, ha potuto verificare quanto i monopoli, i prezzi elevati e la mancata registrazione di prodotti salvavita abbiano avuto un impatto drammatico sulla salute delle persone.

Per questo motivo, ancora una volta, Msf esorta i governi a pretendere maggiore trasparenza dalle aziende farmaceutiche sugli accordi commerciali per i vaccini contro il Covid-19 e sui costi e i dati dei test clinici, anche considerando i miliardi di dollari pubblici stanziati per lo sviluppo di questi vaccini.

Durante l’epidemia di Hiv/Aids – grazie a una forte azione di sensibilizzazione che Msf ha svolto congiuntamente alla società civile dei diversi paesi colpiti da un’alta prevalenza del virus, tra cui molti paesi dell’Africa – i prezzi del trattamento antiretrovirale hanno subito una riduzione del 99% in un decennio, consentendo di curare oltre 22 milioni di persone.

Allo stesso modo, siamo convinti che il superamento dei monopoli su tutti i prodotti farmaceutici necessari a fronteggiare la pandemia di Covid-19 consentirà una collaborazione globale utile ad incrementare la produzione, la fornitura e l’accesso per tutti.

La sospensione della proprietà intellettuale consentirebbe a tutti i paesi di non concedere o depositare brevetti e altre misure di proprietà intellettuale su farmaci, test diagnostici e vaccini utili per la risposta al Covid-19 per tutta la durata della pandemia, fino al raggiungimento dell’immunità di gregge a livello globale. Un’iniziativa simile alle posizioni assunte dai governi del Sud del mondo oltre 20 anni fa che hanno determinato l’introduzione e l’utilizzo dei farmaci generici per l’Hiv/Aids a prezzi accessibili, salvando così milioni di vite.

Una volta che farmaci e vaccini contro il Covid-19 saranno introdotti sul mercato sarà fondamentale garantirne l’accesso equo e sostenibile contemplando, se necessario, anche il ricorso alle clausole di salvaguardia previste dagli accordi internazionali sulle proprietà intellettuali. L’uso governativo di licenze obbligatorie deve essere promosso ed è indispensabile includere sin da ora nei diversi tavoli negoziali anche i paesi a medio e basso reddito, per favorire una ricerca che tenga conto delle istanze dei sistemi sanitari più fragili.

Una strategia realistica di contenimento ed eventualmente di eradicazione del Covid-19 prevede che il vaccino venga reso disponibile a tutti i paesi del mondo, inclusi i più poveri e che vengano realizzate delle efficaci campagne di vaccinazione. L’accessibilità universale al vaccino contro il Covid-19 non è solo una questione di equità ma è una questione di salute pubblica, e la precondizione necessaria perché si inneschi il fenomeno dell’immunità di gregge, utile a scongiurare ondate epidemiche successive.

La probabilità che il virus possa circolare liberamente è inversamente proporzionale al numero delle persone vaccinate, e in un mondo globalizzato e interconnesso sappiamo quanto sia cruciale. Immaginare di rimanere protetti dal proprio sistema sanitario e al sicuro dentro le proprie frontiere, oggi non è più concepibile: i virus valicano confini e la tutela della salute di tutti dipende dal modo in cui si organizzeranno le risposte globalmente.

Inoltre, MSF esorta anche le aziende che stanno sviluppando il vaccino a rendere pubblici dati e costi della sperimentazione. Senza queste informazioni cruciali le persone, i governi e gli attori di sanità pubblica avranno meno strumenti per negoziare prezzi accessibili e valutare la sicurezza e l’efficacia di questi vaccini.

Non possiamo permettere che sia l’industria farmaceutica a decidere chi e quando può accedere alle cure e a quali prezzi. Tutti hanno il diritto di conoscere i termini di questi accordi poiché nel pieno di una pandemia la posta in gioco è troppo alta e non c’è spazio per i segreti. Per tali motivi, Msf ha pubblicato il Manifesto Nessuno si salva da solo per garantire un accesso alle cure e ai vaccini a tutti in ogni paese del mondo.

Mentre ci battiamo per rendere il vaccino contro il Covid-19 accessibile a tutti i paesi, anche quelli a basso e medio reddito, molti dei progetti di Msf già attivi in Africa si sono modificati per contenere al massimo i contagi e rispondere alle nuove esigenze mediche della popolazione.

In molti paesi come Libia, Sudan, Senegal e Costa d’Avorio Msf ha formato gli operatori sanitari di ospedali e centri di salute sulla prevenzione delle infezioni, mentre in Niger è stato costruito un centro di trattamento Covid-19 da 45 posti letto. In Nigeria sono state realizzate diverse strutture per l’isolamento dei casi e a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo, è stata istituita un’unità presso il Centro ospedaliero Kabinda che si concentra sui pazienti sieropositivi.

In Sudafrica, invece, Msf sta contribuendo a limitare la diffusione del virus tramite il tracciamento dei contatti, promozione della salute, supporto alle strutture sanitarie attraverso punti di screening/triage esterni e garantendo che i pazienti affetti da Hiv e Tubercolosi continuino a ricevere i farmaci necessari. Infine, in Tanzania e in Burkina Faso, sono in corso attività di sensibilizzazione tra le comunità nei campi sfollati e rifugiati.

Rispetto alla pandemia di Covid-19 dobbiamo dunque evitare il ripetersi della tragedia causata dall’epidemia di Hiv/Aids 20 anni fa, e questo sarà possibile grazie allo sforzo congiunto tra società civile e istituzioni, per il superamento dei monopoli su tutti i prodotti farmaceutici necessari a fronteggiare la pandemia.

La collaborazione globale incrementerà la produzione, la fornitura e l’accesso per tutti. Il Covid-19 ha già causato oltre 1,3 milioni di vittime, una sofferenza dalle proporzioni devastanti di fronte alle quali i governi non possono più permettersi di perdere altro tempo.

*Claudia Lodesani, infettivologa è, dal 2018, presidente di Msf Italia. Ha lavorato in grandi emergenze come l’epidemia di Ebola nel 2014 e 2015, conflitti come quello in Repubblica Centrafricana e in contesti dimenticati come il Burundi, la Repubblica democratica del Congo o il Sud Sudan. È stata la coordinatrice dell’intervento di Msf per il Covid-19 in Italia.