Religiosi a pane e acqua
“Padre nostro, dacci oggi la nostra acqua quotidiana”: si è conclusa così, alle 14 di oggi, in Piazza San Pietro, a Roma, l’ora di preghiera organizzata dai religiosi che hanno aderito all’appello lanciato il 3 maggio da padre Adriano Serra e padre Alex Zanotelli per salvare l’acqua dalla privatizzazione.

9 giugno: religiosi a pane e acqua
I quesiti referendari

Più di 200 religiosi tra suore, preti e missionari hanno raggiunto questa mattina Piazza San Pietro, a Roma, per riunirsi in preghiera, osservando una giornata di digiuno per salvare l’acqua, in vista dei referendum del 12 e 13 giugno.

«C’è stata una bella partecipazione, una occasione di preghiera e riflessione. Gli unici ospiti inattesi sono stati i poliziotti», ha detto Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano. A bloccare l’accesso alla piazza c’era infatti un enorme spiegamento di forze di polizia, che, almeno inizialmente, non avrebbero permesso ai religiosi di riunirsi, considerando l’evento una manifestazione non autorizzata. Dopo alcune ore di trattative, i sacerdoti hanno infine potuto pregare, a condizione che non fossero mostrati “simboli o bandiere”.

Continua Zanotelli: «Abbiamo invocato il Signore, affinché, domenica prossima, il vento di Pentecoste soffi sugli italiani per salvare “sorella acqua”. Questo è un problema che riguarda profondamente la Chiesa: una questione teologica prima di tutto. Non si può pensare di privatizzare l’acqua. Come la Chiesa si esprime contro la pena di morte anche sull’acqua è necessaria una presa di posizione. È un’iniziativa diretta ai vescovi perché prendano parte e ai teologi perché ne discutano nelle università».

Una questione morale ed etica, dunque, su cui la Chiesa deve impegnarsi direttamente, in linea con i principi ribaditi, peraltro, dalla stessa enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI: «Il diritto all’alimentazione, così come quello all’acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, a iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni».

«È chiaro che siano le fasce deboli della popolazione ha pagare il rincaro delle bollette” conclude Zanotelli, lanciando una provocazione: «È morale per un Comune tagliare l’acqua ad una famiglia perché non può pagare?».