Kenya / Elezioni 2017

Le operazioni per la ripetizione delle elezioni presidenziali in Kenya sono ormai concluse. Ma solo poco prima di mezzogiorno, ora locale, si è avuta la certezza che domani si andrà nuovamente alle urne. La Corte Suprema – la stessa istituzione che aveva annullato i risultati del voto dell’8 agosto scorso per irregolarità e illegalità nel trasferimento dei dati alla commissione elettorale centrale (IEBC) – ha annunciato che le operazioni di voto non saranno rimandate. Il tribunale non ha potuto prendere in considerazione gli appelli al rinvio – che ponevano questioni legali e di aderenza ai dettami della costituzione – per mancanza del quorum, dovuta all’assenza di alcuni giudici.

Tra questi la vicepresidente della Corte Suprema, la cui auto è stata attaccata da uomini armati ieri, su una delle vie principali di Nairobi, nel pieno di un quartiere commerciale e residenziale. La donna non si trovava a bordo ma l’autista è stato ferito gravemente. La dinamica e le ragioni dell’incidente non sono state ancora chiarite, ma hanno fatto pensare all’omicidio di Christopher Msando, il funzionario dell’IEBC responsabile del sistema informatico di voto, avvenuto pochi giorni prima della tornata elettorale dell’8 agosto.

I due contendenti sono su posizioni diametralmente opposte e hanno contribuito a trascinare il paese in una polarizzazione preoccupante e pericolosa. Il partito Jubilee, del presidente in carica Uhuru Kenyatta, vuole andare alle urne per vedere legittimato il proprio potere. La coalizione di opposizione, Nasa, ha ritirato dalla competizione il proprio candidato, Raila Odinga, e chiede ai suoi sostenitori di boicottare il voto, sostenendo che sarà ancor meno libero e credibile di quello, annullato, dell’8 agosto. A sostegno di questa posizione, le dichiarazioni pesantissime di Roselyne Akombe, commissaria dell’IEBC dimissionaria, fuggita all’estero per le minacce a lei e ai suoi familiari, e dello stesso presidente, Wafula Chebukati, che ha chiesto al leader politici del paese di smetterla di interferire con azioni legali e minacce nel lavoro della commissione.

Oggi si aspetta con ansia anche il discorso che Raila Odinga farà all’Uhuru Park, nel centro di Nairobi. Indicherà ai suoi sostenitori le azioni da organizzare domani e dopo il voto, e gli obiettivi che l’opposizione intende raggiungere. Potrebbe dipendere dalle sue parole, e dall’applicazione delle controverse disposizioni del ministro degli Interni, Fred Okengo Matiang’i, e del capo della polizia, Joseph Boinnet, il prossimo futuro del paese.

Nelle dimostrazioni dei giorni scorsi si sono già contati diversi morti: 4 secondo fonti ufficiali, molti di più secondo l’opposizione, soprattutto nelle sue roccaforti, le contee attorno al Lago Vittoria e sulla costa. Se dovessero succedere gravi incidenti anche nei prossimi giorni, il paese potrebbe precipitare nel caos. (Redazione)