Kenya

La Corte penale internazionale ha annullato il processo al vicepresidente keniano William Ruto, accusato di crimini di guerra durante le violenze interetniche scoppiate a seguito delle elezioni del 2007. Negli scontri si registrarono 1.200 morti e almeno 600mila sfollati.

Un giudice ha dichiarato il processo nullo per via dell’ingerenza politica definita “intollerabile” e per la mancanza di prove necessarie a incriminare tanto il vicepresidente quanto l’altro imputato, il giornalista Joshua Sang. L’accusa non ha infatti potuto presentare tutte le testimonianze raccolte: 16 dei 42 testimoni non sono comparsi in aula a causa di minacce, intimidazioni o timori di rappresaglie.

La decisione della Corte penale internazionale di respingere le accuse nei confronti di Ruto pone definitivamente una pietra sopra i tentativi e le iniziative a livello internazionale di perseguire giustizia per le vittime delle violenze post-elettorali. Violenze che a questo punto, come sottolineato anche da un recente articolo di Nigrizia.it, rimarranno di fatto impunite. (Bbc)

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