Kenya / Elezioni 2017

Dopo un burrascoso periodo elettorale, durato complessivamente circa un anno, oggi Uhuru Kenyatta e il suo vice William Ruto saranno nuovamente insediati alla presidenza e vice-presidenza del paese, quasi quattro mesi dopo le prime votazioni, avvenute l’8 agosto e in seguito annullate dalla Corte Suprema per irregolarità.

La cerimonia si svolge allo stadio Kasarani di Nairobi, che può contenere fino a 100.000 persone. Lo stadio ha aperto i cancelli alle 4 di mattina. Alla cerimonia, prevista partecipa tutta la leadership del paese e molti cittadini comuni. Vi presenziano anche 13 capi di stato – la maggioranza africani e in particolare quelli dei paesi della regione, ma anche l’israeliano Netanyahu – e una quarantina di alti dignitari in rappresentanza di altrettanti stati.

Le misure di sicurezza sono straordinarie. Da ieri, la città è sorvolata da elicotteri militari mentre le forze dell’ordine e unità dell’esercito presidiano le strade, e in particolare quelli che sono considerati i punti caldi, cioè le roccaforti dell’opposizione. Disordini si sono verificati, per ora, a Kasarani. La polizia ha usato i lacrimogeni per disperdere la folla che aveva sfondato i cancelli per entrare nello stadio. Le notizie disponibili, dicono di numerosi feriti, alcuni gravi, ricoverati negli ospedali della città.

L’opposizione, dopo un’accesa discussione avvenuta nel fine settimana, ha deciso di non insediare contemporaneamente Raila Odinga come presidente alternativo, per considerazioni di opportunità politica e diplomatica e per dubbi sulla legalità dell’atto. Non partecipa, però, alla cerimonia del giuramento. Ha invece organizzato una cerimonia parallela in ricordo e ad onore delle decine di vittime del periodo elettorale, che si svolgerà allo stadio Jacaranda, dalla parte opposta della città. Ha invitato i suoi sostenitori a partecipare numerosi, portando con sé la Bibbia. Ma anche questa veglia funebre, comunicata alle autorità competenti, pare non essere stata autorizzata. Le forze speciali dell’esercito sarebbero già posizionate in modo da impedire l’afflusso.

Raila Odinga, in un’intervista alla Bbc, ha sostenuto che comunque l’opposizione non riconosce la legittimità del presidente e del suo vice. Ha aggiunto che continuerà l’azione politica e di mobilitazione popolare già annunciata nelle scorse settimane, con l’obiettivo di portare i cambiamenti necessari ad assicurare l’indipendenza della commissione elettorale e del potere giudiziario in modo da garantire giustizia elettorale fin dalle prossime votazioni, che si terranno nel 2022. (Redazione)