Brasile
Lottare, costruire la riforma agraria popolare. È questo lo slogan del VI congresso nazionale del Movimento Senza Terra (Mst) brasiliano, uno dei piu importanti movimenti popolari dell’America Latina, che da lunedì scorso ad oggi sta animando la capitale federale Brasilia.

15 mila persone provenienti da 24 stati brasiliani e più di 300 delegati di 27 paesi (tra cuiArgentina, Stati Uniti, Haiti, Cuba, Peru, Palestina, Spagna, Italia) si sono dati appuntamento a Brasilia per il VI congresso del Movimento senza terra (Mst) e hanno dato vita  a incontri, dibattiti, seminari, mobilitazioni e a tanti momenti di forte convivialità.

Il Congresso si è aperto lunedì con una “mistica”, rappresentazione che apre ogni grande evento, che ha coinvolto piu di mille partecipanti e ha celebrato i 30 anni dal primo congresso dei Sem Terra: 30 anni di lotte, sacrifici, sfide e risultati. Ed è principalmente questo l’obiettivo e il senso del Congresso Mst: celebrare l’unità del movimento attraverso un’analisi e una critica della propria storia per rafforzare le proprie radici e continuare a crescere e a lottare per una trasformazione della società brasiliana.

A differenza dei congressi dei partiti o di altre organizzazioni sociali, il congresso Mst non è un momento in cui vengono votate mozioni o elette nuove cariche, ma è espressione di confronto, studio, approfondimento sui principali aspetti della riforma agraria e delle strategie future del Mst sia a livello nazionale che internazionale. Ed è anche un momento di protesta, festa e solidarietà.

Le analisi politiche e la definizione delle linee e delle strategie sono state elaborate durante gli ultimi tre anni nelle assemblee di base, nei corsi di formazione e nelle varie istanze del Movimento. Ed è da questo percorso che qui al congresso viene presentato il nuovo progetto politico che ha come idea forza la riaffermazione delle lotte sociali per la costruzione di una riforma agraria popolare.

È la proposta di un nuovo programma agrario basato su una ferma denuncia dell’agribusiness e delle sue conseguenze distruttive e sulla volontà di affermare un nuovo modello di agricoltura, orientato a rispondere alle vere necessità del popolo brasiliano e capace di contribuire alla costruzione di una societa giusta, egualitaria e fraterna.

Nel corso delle prime due giornate si è fatta una valutazione di questo trentennio di lotte, riaffermando l’esigenza e la priorità di costruire alleanze con altri settori sociali a livello globale proprio per riuscire a contrastare il modello agricolo dominante che con le sue pratiche genera disuguaglianza e ingiustizia.

Mercoledì è stato il giorno della grandi mobilitazioni. In mattinata, una delegazione dei bambini del movimento (i Sem terrinha) ha occupato simbolicamente il ministero dell’educazione denunciando la chiusura di migliaia di scuole nelle campagne. Nel pomeriggio la grande marcia per la riforma agraria. I congressisti hanno invaso le strade di Brasilia chiedendo con decisione la democratizzazione della terra, la giustizia nelle campagne e denunciando i crimini sociali e ambientali dell’agrobusiness. La manifestazione, pacifica, ha vista momenti di tensione nella Piazza dei tre poteri, centro politico, giudiziario e legislativo del paese dove si sono verificati piccoli scontri con la polizia con un fermo tra i manifestanti e alcuni feriti non gravi.

Ma non è questo il dato rilevante di queste giornate. Ciò che emerge con forza dai dibattiti, dalle “mistiche”, dalle feste e dalla marcia di oggi è l’energia, l’entusiasmo e la passione del popolo Sem Terra, sicuramente frutto dei risultati raggiunti in tanti anni di lotte ma anche della grande capacità di un movimento sociale di mantenere forte la relazione con le masse, con la base, con pratiche di lotta che rispondano ai bisogni e che alimentano i sogni di un popolo che vive in uno dei paesi più diseguali al mondo.