Di analisi sulle migrazioni umane contemporanee e sulle problematiche sociali, economiche e politiche che innescano ne abbiamo a disposizione un bel po’. In queste pagine, si indagano nessi più strutturali, cercando di rispondere a una domanda: è stata la capacità di migrare a rendere sapiente l’evoluzione umana?

Homo Sapiens, ci dice l’autore, emerso 200mila anni fa in Africa, «è stato definitivamente in grado di stravolgere per propri fini espansivi le nicchie ecologiche che incontrava, non limitandosi ad adattarsi agli ambienti ma trasformandoli in profondità e subendone i contraccolpi (come le malattie epidemiche da affollamento animale). Non ha atteso i tempi lunghissimi dell’evoluzione biologica e si è affidato all’evoluzione culturale e tecnologica».

Già deputato per quattro legislature e sottosegretario al ministero dell’ambiente dal 1996 al 2001, Calzolaio è stato consulente Onu per la lotta alla siccità e alla desertificazione. Qui propone, da giornalista e saggista, spunti di riflessione, densi di indicazioni bibliografiche, senza pretendere di dare risposte esaustive perché «le domande aperte sono troppe per uno sforzo solo individuale».

Nel primo capitolo, in cui tratta di “Evoluzione e migrazioni nelle vite vegetali, animali e umane”, qualche certezza compare: «Ci siamo trasformati progressivamente in gruppi meticci (…). Essere meticci non è un titolo di merito. Né di demerito. Esserne consapevoli potrebbe aiutare a farsi meno illusioni sulla nostra identità individuale e collettiva».