Uno strumento analitico per approfondire le tematiche del microcredito e per comprendere come concretamente contribuisce a ridurre la povertà e la disuguaglianza intervenendo sull’esclusione finanziaria. Una lettura impegnativa e tuttavia abbordabile non solo da chi si occupa del tema per ragioni professionali o di studio ma anche dai tanti cittadini attivi che non si accontentano di orecchiare facili slogan e vogliono capire.

L’autore ha maturato esperienze come dirigente in molteplici attività del settore del credito e oggi si occupa di microfinanza e delle innovazioni del mercato finanziario. Particolarmente interessante il capitolo in cui si analizza il funzionamento delle istituzioni di microfinanza in Europa e in Italia.

Utile anche, in appendice, la disamina dei provvedimenti normativi dell’Ue e il quadro delle istituzioni i microfinanza internazionali, europee e italiane. Nella prefazione, Nazzareno Gabrielli, vice direttore generale di Banca Etica, si sofferma sulle virtù del microcredito.

È un efficace strumento di inclusione «in quanto attua quella relazione debito/credito tra gli individui elettorale organizzazioni che valorizza e rende concreto l’uso della leva della fiducia, ingrediente fondamentale della relazione sociale per il funzionamento dei sistemi economici». Inoltre «è una leva economica strutturale e non solo di “soccorso” perché costruisce le condizioni per la completa bancabilità delle persone».

 

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