Migrazioni
La denuncia del sindacato di polizia e le dichiarazioni di Draghi al vertice turco
Lampedusa: l’accoglienza straordinaria di un hotspot al collasso
06 Luglio 2022
Articolo di Redazione
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L'hotspot di Lampedusa (Credit: Action Aid)

Più di mille persone ammassate in una struttura che ne può contenere massimo duecentocinquanta. In condizioni igienico-sanitarie precarie, senza acqua da due giorni, con spazzatura ovunque. Ammassati fuori dalle palazzine dove non vi è più spazio. Costretti a dormire su materassi per strada. È questa la condizione dell’hotspot Contrada Imbriacola a Lampedusa.

Una struttura al collasso, quella siciliana, secondo il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese, che denuncia come, in tutto questo stato di degrado, «l’attività di vigilanza è affidata a tre squadre di agenti, appena 30 uomini in tutto, costrette a turni di 14-16 ore e a condizioni di lavoro inaccettabili».

Una situazione già critica, che si teme che, nelle prossime settimane, possa ancora peggiorare, visto l’incremento degli arrivi in condizioni di bel tempo. A oggi sono circa 1.100 le persone sbarcate nell’isola, per lo più provenienti da Bangladesh, Tunisia, Egitto e Siria.

Una denuncia, questa del sindacalista, che arriva mentre il presidente del consiglio Mario Draghi, al vertice italo-turco, incontrando Erdogan, dichiara che la gestione dei migranti deve essere umana e che l’Italia, nei confronti dell’accoglienza, ha un comportamento straordinario. Il sistema però è, a sentire Draghi, arrivato al limite, da qui la richiesta all’Unione europea di una attenzione e l’idea di dare vita, insieme al dittatore turco, a un meccanismo congiunto di controllo delle migrazioni.

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