Madagascar

La peste polmonare ha ucciso otto persone in due giorni nel Madagascar centrale, un paese in cui la malattia si ripresenta quasi ogni anno. Ma l’epidemia è sotto controllo, ha assicurato ieri il Ministero della salute malgascio.

Quattro delle vittime sono morte nel villaggio di Antsahatsihanarina, dove l’ultimo caso risaliva al 2002 secondo l’Istituto Pasteur del Madagascar. Altri quattro invece sono morti in ospedale nella città più vicina, Moramanga.

“Abbiamo identificato dodici casi di peste polmonare e otto morti in due giorni”, ha detto alla Afp Maherisoa Ratsitorahina, direttore della sorveglianza e del controllo sanitario epidemiologico presso il Ministero della Salute malgascio. “Si tratta di casi epidemici tutti uguali. Possiamo quindi parlare di una epidemia, ma la situazione è già sotto controllo”, ha aggiunto.

La peste è endemica sulla grande isola e riappare quasi ogni anno dal 1980, diffuso dai ratti che vengono spinti nelle case a causa dalla deforestazione incontrollata in un paese devastato dalla povertà.

Negli ultimi tre anni il numero di casi è in continuo aumento, e il Madagascar è divenuto il paese più colpito da questa malattia con 86 casi e 39 morti nel 2013 e 263 casi e almeno 71 morti da settembre a febbraio 2014.

Il batterio della peste che si sviluppa nei ratti è veicolato dalle pulci. Inizialmente si sviluppa nella sua forma bubbonica, ma se i batteri raggiungono i polmoni, provoca la polmonite e si diffonde anche per via aerea.

Curata per tempo, la forma bubbonica è curabile con gli antibiotici, ma la forma polmonare può essere fatale in sole 24-72 ore. (LeParisien.fr / Afp)