Attingere dai finanziamenti dell’Unione europea per impedire che ondate di migranti si riversino sulle coste delle Isole Canarie. Anche il 26 agosto quattro individui, tra cui un adolescente e una bambina, sono stati ritrovati deceduti su un’imbarcazione con a bordo altri 27 superstiti. Tra il 26 e il 27 agosto, oltre 230 persone sono sbarcate tra le Canarie e alcuni punti dell’Andalusia, nel Sud della Spagna.

Tragedia che arriva dopo l’ennesimo naufragio a inizio agosto al largo della Mauritania, in cui persero la vita circa cinquanta migranti che tentavano di raggiungere l’arcipelago spagnolo. Per questo Madrid è pronta a mettere mano ai fondi messi a disposizione da Bruxelles per fronteggiare l’emergenza migratoria dirottandoli verso Nouakchott.

L’obiettivo è supportare le operazioni di controllo e respingimento verso il porto di partenza della Guardia costiera mauritana. Il “modello”, con tutti i rischi e le sistematiche violazioni di diritti umani che ne conseguiranno, è quello seguito dai governi di Italia e Turchia con la Guardia costiera libica.

La Spagna prevede di fornire alla Mauritania tre navi per operazioni di ricerca e soccorso oltre a equipaggiamento per la comunicazione e l’effettuazione di controlli in mare. L’agenzia spagnola per la cooperazione Fiiap (Fundación Internacional y para Iberoamérica de Administración y Políticas Públicas) ha ricevuto 25 milioni di euro dal Fondo fiduciario di emergenza dell’Unione europea per l’Africa e indetto una gara d’appalto a cui possono partecipare i cantieri navali interessati. Oltre a metterci i soldi, l’Ue fornisce già assistenza tecnica alla Mauritania affinché renda più efficiente il coordinamento tra i corpi nazionali che gestiscono la sicurezza delle sue acque territoriali.

Il principale punto di caduta di questo sforzo congiunto di Spagna e Ue è l’area del porto di Nouadhibou, da dove negli ultimi anni sono transitati migliaia di migranti africani che, da qui, cercano di raggiungere le Isole Canarie. Per tamponare le tratte verso il suo arcipelago la Spagna sta provando a intervenire anche alla fonte di questi flussi migratori. Madrid collabora per la messa in sicurezza e il controllo dei confini dei Paesi del Sahel nell’ambito del programma europeo GAR-SI Sahel (Groupes d’Action Rapides – Surveillance et Intervention au Sahel), fornendo supporto diretto alle forze di intervento rapido dei Paesi del G5 Sahel, in particolare a quelle del Mali e del Niger.

I risultati, però, stentano ad arrivare. Stando ai dati forniti dalle stesse autorità spagnole, dal primo gennaio al 29 agosto sono stati 9.255 i migranti sbarcati alle Canarie. Di questi arrivi, 1.724 sono avvenuti ad agosto, il secondo mese con più sbarchi dell’anno dopo gennaio. A luglio sono stati 579.

Alle Canarie è arrivata quasi la metà dei migranti sbarcati in Spagna quest’anno (in totale, 19.021). Per l’arcipelago si tratta di un aumento del 135,8% rispetto ai primi otto mesi del 2020.

Per quanto riguarda la Spagna nel complesso, l’immigrazione irregolare via mare è aumentata del 54,1%. Contando sbarchi e arrivi via terra, l’aumento è invece del 49,7% (20.491 persone). I dati del ministero dell’interno non includono le persone arrivate in massa presso l’enclave di Ceuta a metà maggio. Con l’incremento degli sbarchi di migranti alle Canarie delle ultime settimane sono anche in aumento le tragedie che coinvolgono le persone che provano a raggiungere l’arcipelago dall’Africa ma muoiono nel tragitto. Secondo l’ong specializzata su questa rotta migratoria Caminando Fronteras, nei primi sei mesi di quest’anno sarebbero morte o risultate disperse 1.922 persone in quest’area dell’Oceano Atlantico.

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