Editoriale ottobre 2014

La Chiesa ha bisogno di trovare nuovo slancio, di rinnovarsi e comprendere meglio qual è oggi la sua missione nel mondo. Anche di questo si discuterà al Convegno missionario nazionale (Cmn) di Sacrofano (Roma, 20-23 novembre). Il titolo “Alzati e va’ a Ninive la grande città” (Gen 3,2)… dove il vangelo si fa incontro” è un invito rivolto a noi, alla Chiesa tutta perché sia «sempre in uscita da sé», come ripete papa Francesco.

Vorremmo che l’evento di Sacrofano fosse permeato dello spirito di rinnovamento iniziato dal papa che nella predicazione, e in maniera esemplare nella esortazione apostolica Evangelii gaudium e nei suoi gesti, incalza i cristiani a uscire per le strade del mondo, a incontrare l’altro per camminare insieme a quanti, assetati di giustizia e pace, si impegnano a costruire un mondo nuovo.

Dalle linee-guida del Cmn emerge invece una Chiesa preoccupata di dare nuovo vigore all’annuncio del vangelo ai lontani (ad gentes) e ai “lontani-vicini” (le persone che hanno abbandonato la fede o non ne sono interessate). Mentre non emerge in maniera altrettanto evidente la visione di una Chiesa che si lascia interrogare dal grido dei poveri, dal dramma dell’immigrazione, da un modello di sviluppo che crea disuguaglianze sociali sempre maggiori e ferisce l’ambiente.

Abbiamo bisogno di un cambiamento di mente e cuore. Va perseguita una concezione di Chiesa, nel solco del concilio Vaticano II, che spinge la comunità dei credenti a occuparsi non tanto di sé, della propria sopravvivenza o di aumentare il numero degli aderenti, quanto piuttosto del mondo che è là fuori, della vita della gente e del creato. Affinché non rimangano solo parole suggestive quelle del proemio alla Gaudium et spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo…».

Chiediamo quindi che nell’agenda a Sacrofano ci siano temi quali: pace, nonviolenza attiva, disarmo. E che ci si interroghi in modo fattivo e concreto (e non solo con enunciazioni di principio) come le parrocchie, gli istituti missionari e religiosi, i movimenti ecclesiali e le diocesi possono mobilitarsi per testimoniare il vangelo della pace. Si tratta di elaborare proposte affinché la Chiesa si opponga alla logica della guerra come mezzo per porre fine ai conflitti, alla follia delle spese militari in continua crescita – sostenendo, ad esempio, la campagna per bloccare l’acquisto dei caccia F35 – , al traffico di armi e alla complicità delle banche in questo commercio, alla militarizzazione del territorio. È tempo di un annuncio evangelico profetico. La pace è un’urgenza per tutti, non solo per l’arcipelago pacifista.

Il Cmn non deve dimenticare nemmeno la crisi ambientale e i cambiamenti climatici. Dall’inizio del suo ministero come vescovo di Roma, Francesco non cessa di ricordarci che la “custodia” del creato è un impegno eminentemente cristiano. Non è possibile rimanere indifferenti davanti a un sistema economico, centrato sul profitto, che distrugge l’ambiente. Il Cmn dica quali passi vanno fatti per far maturare nelle comunità cristiane la responsabilità ambientale (vedi il richiamo di don Albino Bizzotto, anche all’Arena di pace lo scorso 25 aprile, per il disarmo della terra dal cemento), utilizzando a questo fine anche la catechesi e le celebrazioni liturgiche. Per lavorare insieme ad associazioni e gruppi da tempo coinvolti in azioni concrete per la protezione dell’ambiente, per fermare l’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua, la cementificazione del territorio, e che lottano per la vita di ogni specie vivente e l’uso responsabile delle risorse naturali. In gioco ci sono le future generazioni.

Le proposte che emergeranno da Sacrofano potranno essere presentate al Convegno ecclesiale del novembre 2015 a Firenze. Che dovrà tenere conto, ce lo auguriamo, di un’esigenza sentita da molti, nel mondo missionario e non solo: essere parte di una Chiesa non autoreferenziale ma comunità di credenti a servizio dell’umanità. Che intendono sentirsi orgogliosi di appartenere a quella «Chiesa del grembiule», che sognava don Tonino Bello, profeta di pace e della nonviolenza attiva.

Chiediamo che in agenda al Convegno missionario nazionale di Sacrofano ci siano: pace, nonviolenza attiva, disarmo, salvaguardia del creato.