Guerre / Bambini

Più di 10.000 bambini sono stati uccisi o mutilati l’anno scorso in conflitti armati in tutto il mondo. Lo rivela il rapporto annuale delle Nazioni Unite su bambini e conflitti armati, pubblicato lo scorso 25 giugno.

Lo studio – che copre 20 paesi, compresi Yemen, Siria e Afghanistan – segnala anche più di 21.000 “gravi violazioni” dei diritti dei minori nel 2017, in netto aumento rispetto all’anno precedente.

“Nonostante alcuni progressi, il livello delle violazioni rimane inaccettabile”, ha detto Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Le crisi nella Repubblica Centrafricana, nella Repubblica democratica del Congo, in Sud Sudan, Myanmar, Siria e Yemen sono state le ragioni principali dei “gravi aumenti” delle violazioni segnalate, ha detto Virginia Gamba, rappresentante speciale per bambini e conflitti armati.

Secondo il rapporto, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita è responsabile di almeno la metà delle oltre 1.300 morti infantili nello Yemen, dove più di 840 undicenni sono stati usati come soldati. Riad è anche responsabile di aver ferito più di 300 bambini.

Nigeria e Iraq hanno invece imprigionato 2.200 e 1.000 bambini/e, rispettivamente, perché le loro famiglie erano sospettate di legami con gruppi terroristici.

In Somalia i terroristi di al-Shabab hanno rapito più di 1.600 bambini/e da usare come soldati o schiavi sessuali, mentre in Sud Sudan, più di 1.200 bambini sono stati reclutati a forza e mandati a combattere. (Voice of America)