Francia-Senegal, 2002

Il 31 maggio 2002 il Senegal, per la prima volta qualificato al Mondiale dopo aver perso in finale la Coppa d’Africa con il Camerun, affronta la Francia campione in carica nel match inaugurale.

I pronostici, ovviamente, sono tutti dalla parte dei francesi, e addirittura la vigilia dei senegalesi era stata agitata dal caso Fadiga, denunciato per furto e poi successivamente perdonato da un gioielliere di Daegu, sede del ritiro della nazionale.

Ma in campo il copione sarà diverso da quello annunciato. A cambiarlo, regalando al Senegal una vittoria dal retrogusto di riscatto coloniale, sarà proprio Papa Bouba Diop: «È il gol più importante della mia vita», dichiarerà prima di ripetersi con una doppietta all’Uruguay, diventando il massimo marcatore del Senegal ai Mondiali.

I Leoni della Teranga, al cui seguito c’era anche uno dei marabutti più famosi del paese, giungeranno sino ai quarti di finale, entrando nel cuore dei tifosi di tutto il mondo per il modo allegro e gioioso di vivere le partite.

Fulham-Manchester United, 2004

Appena sbarca in Inghilterra, dopo essersi formato nel vivaio dello Diaraf e aver giocato in Svizzera e Francia, gli affibbiano subito un nuovo soprannome: “The wardrobe”, l’armadio, per via della sua imponenza fisica.

In realtà, però, Papa Bouba Diop è anche molto altro. Alcuni, esagerando, lo paragonano a Patrick Vieira, ex centrocampista francese di Juve, Milan e Arsenal. Il suo cavallo di battaglia è senza dubbio il tiro dalla lunga distanza.

Se ne accorgono anche al Fulham quando, in una partita con il Manchester United, Bouba Diop spara una sassata da quasi 40 metri, segnando uno dei gol più belli della sua carriera: «Ha tutti i numeri per diventare uno dei migliori centrocampisti della Premier League», assicura entusiasta Lawrie Sanchez, l’allora tecnico del Fulham. Non andrà così, anche se nel 2006 sarà nominato “miglior giocatore dell’anno” dal Fulham.

La carriera di Diop, comunque, proseguirà in Inghilterra, diventata nel frattempo quasi come una seconda patria per lui: se si fa eccezione di una piccola parentesi all’Aek Atene, dove approderà rifiutando la corte di alcune big come Celtic e Psg.

Il mediano senegalese vestirà le maglie di Portsmouth, West Ham e Birmingham City, con cui chiuderà la carriera nel 2013. Qualche mese più tardi scoprirà la malattia, quella bestia con cui ha combattuto fino a ieri, prima di volare in cielo.

E chissà se ora reincontrerà Bruno Metsu, il carismatico condottiero francese del Senegal al Mondiale del 2002, scomparso nel 2013 a causa di un cancro al colon.

 

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