Libri Migrazioni
Massimo Livi Bacci
Per terre e per mari. Quindici migrazioni dall’antichità ai nostri giorni
Il Mulino, 2022, pp. 322, € 18,00
09 Marzo 2022
Articolo di Jessica Cugini
Tempo di lettura 2 minuti

Migrare, lo diceva già il filosofo romano Seneca, è un’esigenza insita nell’umanità, una prerogativa umana, che nessuna circostanza storica, né tanto meno volontà politica, potrà mai sopprimere. Essere stanziali non ci appartiene, è contro la nostra natura. A raccontarlo sono le 15 storie scelte dal professore di demografia Massimo Livi Bacci, che ci restituiscono un passato e un presente che comprende il mondo occidentale europeo e americano (che per parlare dell’Africa, dice l’autore, occorre un libro a parte).

A determinare i movimenti storici dell’umanità sono motivi differenti, che si ripetono nel tempo come paradigmi dell’andare: spesso è il bisogno di una libertà individuale che manca; oppure la costrizione allo spostamento determinata da volontà altrui; o ancora le catastrofi naturali, la fame, le guerre; o la necessità economica, come racconta la grande emigrazione, oramai dimenticata, che l’Italia visse a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e che portò milioni di persone ad attraversare l’Atlantico verso le Americhe.

Ma, tra l’essere liberi od obbligati a partire, c’è una gamma di storie che si ritrovano nel libro e che restituiscono la complessità di un fenomeno storico, strutturale e complesso che riguarda il migrare. Una complessità che chiede di prendersi un tempo per analizzarla e conoscerla, per comprenderne le dinamiche che si ripetono e che è necessario conoscere per capire e anche prevedere quel che accade e accadrà. L’oggi ha bisogno di memoria per comprendere.

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