Europa / Africa

“Siamo consapevoli che la pesca illegale costituisce un enorme problema per i Paesi dell’Africa occidentale, dove il pescato di frodo rappresenta tra il 15 e il 20% della quota totale, ma in alcuni paesi raggiunge anche il 40-50%”.

Così all’agenzia Dire, Karmenu Vella, commissario Ue per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, raggiunto a margine della conferenza a Roma in occasione della prima edizione della Giornata internazionale contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU), indetta dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

L’Unione Europea, dice il commissario, conferma che con quei paesi “è stato implementato un buon numero di accordi di partenariato per la pesca sostenibile, volti anche a regolamentare l’accesso dei pescherecci europei. Inoltre, a questi paesi l’Europa fornisce sostegno affinché abbiano la forza finanziaria necessaria per contrastare le attività di pesca illegale e non regolamentata. Non dimentichiamo che si tratta di una minaccia globale – non riguarda solo l’Ue o l’Africa – perciò abbiamo bisogno di risposte e azioni globali”.

I pescatori illegali che operano al largo dei paesi africani, come denunciano le ong e gli stessi governi, provengono per la maggior parte da Stati extra-africani ed extra-europei come la Cina. “Con la Cina è in campo un’ottima collaborazione” assicura Vella. “Proprio nel 2017 ad esempio si è tenuta la conferenza ‘Eu-China Blue year'”, una due giorni di dialoghi e scambi sul futuro dell’Economia blu. Vella prosegue: “Il dialogo reciproco per promuovere la cooperazione e la governance sugli oceani non è concluso. A mio avviso la Cina sta facendo molti progressi. Non abbiamo risolto ancora il 100% dei problemi, ma va riconosciuta a Pechino la capacità di ascolto e confronto, e già questo è un passo in avanti”. (Agenzia Dire)