Sudan, nuove iniziative
74 organismi internazionali e personalità sud-sudanesi della diaspora hanno firmato un appello, consegnato al segretario generale Ban Ki-moon, in cui si chiede di fare pressione su Khartoum affinché cessino i bombardamenti e le stragi nelle due regioni del Sudan. Appello che ricalca quello lanciato da Nigrizia.

Un gruppo di organismi internazionali ha consegnato al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e ai membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu una petizione concernente la terribile situazione presente in Sudan, in particolare sui Monti Nuba, nel Kordofan Meridionale, in materia di diritti umani.

 

La petizione, firmata da 74 organismi e personalità sud-sudanesi della diaspora, chiede che la comunità internazionale faccia pressione sul governo di Khartoum perché cessi di bombardare i civili e consenta l’ingresso nell’area di aiuti umanitari. Chiede, inoltre, che sia decretata una “no-fly zone” sullo stato del Nilo Azzurro, sui Monti Nuba (Kordofan Meridionale), la zona di Abyei e lungo tutto il confine tra Sudan e Sud Sudan.

Si stima che almeno 400mila persone del Kordofan Meridionale e dello stato de Nilo Azzurro siano state costrette a fuggire dai propri villaggi e che decine di migliaia siano morte. Circa 43mila vivono in campi sulla frontiere tra i due stati, non possono entrare in Sud Sudan e sono spesso fatte oggetto di aggressione da parte di milizie al soldo di Khartoum.

La petizione ricalca l’appello lanciato da Nigrizia, www.nigrizia.it e info@developmentdays.net. La raccolta di adesioni continua.

Qui il testo completo della petizione consegnata a Ban Ki-moon e al Consigli di sicurezza dell’Onu.