Politica e Società Sao Tomè e Principe
Slittato al 5 settembre il ballottaggio
Presidenziali a São Tomé e Principe fra rinvii e denunce di frodi
Dopo il primo turno, a luglio, l’arcipelago è piombato in un complesso stallo istituzionale con il rischio di un colpo di mano. Destituito il ministro dell’interno, il parlamento ha fissato una nuova data per il ballottaggio il 5 settembre
19 Agosto 2021
Articolo di Luca Bussotti
Tempo di lettura 2 minuti
São-Tomé

São Tomé e Principe, arcipelago nel Golfo di Guinea con poco più di 200mila abitanti, è noto per la sua alternanza politica alla guida del governo del paese. Tuttavia, questo piccolo paese è entrato in un complicato impasse elettorale e istituzionale in occasione delle ultime elezioni presidenziali, il cui primo turno si è svolto il 18 luglio scorso, mentre il secondo, fra i due candidati più votati, avrebbe dovuto realizzarsi l’8 agosto. Fatto che non si è verificato, obbligando il parlamento a fissare la contesa elettorale per il 5 di settembre.

Il primo turno aveva dato la vittoria, col 43,3%, a Carlos Vila Nova, candidato del partito di opposizione Azione democratica indipendente (Adi), che andrà a sfidare il secondo più votato, il candidato dell’ex-partito unico, Movimento di liberazione di São Tomé e Principe (Mlstp), Guilherme Posser da Costa, con il 20,7%.

Il terzo classificato, il presidente del parlamento Delfim Neves, del Partito per la convergenza democratica (Pcd), aveva presentato denuncia di brogli elettorali chiedendo il riconteggio dei voti, essendo stato però a sua volta accusato di praticare il “bagno” elettorale in grande stile (una sorta di compravendita di voti, offrendo alimenti e altri beni di prima necessità agli elettori).

In un primo tempo, il Tribunale costituzionale aveva accettato la richiesta di riconteggio, decisione poi cancellata, rendendo però impossibile la realizzazione del secondo turno per la data prevista, l’8 agosto.

Sullo sfondo di questa confusa dialettica istituzionale c’è il rischio di un nuovo colpo di stato che sarebbe il terzo nella storia del paese. I primi due tentativi, risalenti al 2003 e 2009, erano stati probabilmente organizzati e finanziati dall’ex-primo ministro e membro più importante dell’Adi, Patrice Trovoada, mai al di fuori dei giochi politici di São Tomé e Príncipe.

All’interno di tale scenario, il ministro della difesa, l’ex-militare Oscar Sousa, fortemente sospetto di essere una pedina chiave del presunto nuovo golpe, è stato esonerato dall’incarico, mentre il parlamento ha finalmente fissato il secondo turno di queste complicate elezioni presidenziali per il prossimo 5 di settembre.

Nell’attesa che tentativi anti-democratici di soluzione della crisi siano superati, tutto lascia prevedere che il primo candidato, Carlos Vila Nova, possa diventare il nuovo presidente della repubblica di São Tomé e Principe, anche grazie alle alleanze che sta stringendo con diversi dei candidati esclusi dal secondo turno.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it