Sudafrica / Chiesa
Benedict Daswa fu ucciso il 2 febbraio 1990 per essersi opposto a credenze e pratiche magiche che riteneva contrarie alla propria fede cristiana. Presto potrebbe diventare il primo martire della Chiesa sudafricana a essere beatificato.

Nuovo passo verso la beatificazione di Benedicit Daswa, ucciso 24 anni fa per essersi rifiutato di credere al malocchio e di dare la caccia alle streghe nel suo villaggio. ‘È un martire della fede’, ha dichiarato all’unanimità la commissione teologica riunitasi in Vaticano il 9 ottobre per esaminare la sua causa di beatificazione. Il 13 gennaio 2015 toccherà a una commissione di cardinali e vescovi esprimere il proprio voto sulla Positio e il Rapporto della commissione teologica. La loro approvazione potrà portare alla rapida conclusione del processo di beatificazione.

Benedict Daswa, nasce nel 1946 a Nweli, piccolo villaggio nella regione settentrionale del Sudafrica abitata dall’etnia venda, ed è battezzato nella Chiesa cattolica all’età di 17 anni. Insegnante di professione è stimato dalla comunità per la passione nel suo lavoro e l’impegno civico a favore dei più deboli. Sposato e padre di otto figli, diventa preside della scuola elementare locale ed è scelto dal capo villaggio a fare parte del gruppo dei suoi consiglieri.

Durante i mesi che vanno da novembre 1989 a gennaio 1990 la regione dei venda è colpita da eccezionali piogge alluvionali e bersagliata da persistenti fulmini. Il capo villaggio con il suo consiglio decidono di consultare lo stregone per scoprire chi sia il responsabile di tali sconvolgimenti atmosferici. Ad ogni abitante del villaggio viene chiesto di pagare la somma di 5 rand (circa 15 centesimi di euro) per pagare la consultazione. Benedict Daswa si rifiuta di pagare il contributo stabilito argomentando che perturbazioni e fulmini sono fenomeni naturali e si oppone a dare la caccia alle streghe perché in contraddizione con la sua fede cristiana. La gente del villaggio è contrariata dalla sua presa di posizione, la ritiene un affronto alle credenze tradizionali e decide di disfarsi di lui. Il 2 febbraio 1990, Benedict Daswa rientrando a casa con la sua auto viene fermato da una folla inferocita che lo aggredisce e lo uccide con bastoni e pietre.

Il primo novembre, solennità di tutti i santi, il vescovo Joao Rodrigues e i sacerdoti della diocesi di Tzanin si ritroveranno per una solenne eucarestia nel villaggio di Tshitanini, presso la città settentrionale di Thohoyandou. Durante la celebrazione il vescovo Rodrigues benedirà il terreno dove sorgerà il santuario e il centro pellegrinaggi in onore del Servo di Dio Tshimangadzo Samuel Benedict Daswa.