Repubblica democratica del Congo

Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila, potrà restare al potere oltre la scadenza del proprio mandato se le elezioni presidenziali in programma il prossimo mese di novembre dovessero essere rinviate. È quanto ha stabilito l’Alta corte di Kinshasa.

Una decisione molto attesa, che però rischia di aggravare il clima di tensione politica già forte nel paese. Da molto tempo l’opposizione congolese sta esprimendo il timore che il capo dello stato stia tentando di ritardare il più possibile l’organizzazione del voto per prolungare il suo periodo al potere, che secondo la Costituzione dovrebbe terminare ufficialmente a dicembre dato che Kabila è già al suo secondo mandato.

Il parere della Corte era stato richiesto dalla maggioranza presidenziale, visto che l’organizzazione del processo elettorale si allunga ogni giorno di più, a causa di enormi problemi logistici e di bilancio. “Seguendo il principio della continuità e per evitare un vuoto di potere”, ha spiegato il presidente dell’Alta Corte, Benoit Luamba, “il presidente attuale resta in funzione fino all’insediamento del nuovo presidente eletto”.

Nell’interpretazione, la Corte ha privilegiato l’articolo 70 della Costituzione che dice che alla “fine del suo mandato il presidente della Repubblica resta in funzione fino all’insediamento effettivo del nuovo presidente eletto”. L’opposizione, invece, fa leva sull’articolo 75 della Carta che stabilisce che in “caso di vacanza di potere per cause di decesso, di dimissioni o per tutte le altre cause di impedimento definitivo, le funzioni del presidente della Repubblica sono provvisoriamente svolte dal presidente del Senato”.

Nel frattempo buona parte dell’opposizione ha presentato ufficialmente il suo candidato alle prossime elezioni presidenziali. Moïse Katumbi, ex governatore del Katanga. Pochi giorni dopo l’annuncio la procura di Lubumbashi, capitale della provincia sud orientale dell’Haut-Katanga, ha aperto un’inchiesta su di lui riguardante accuse relative a un presunto “reclutamento di mercenari”. Katumbi si è dichiarato innocente e l’opposizione ritiene si tratti di una “montatura” per estrometterlo dalle possibili nuove elezioni.

Katumbi è dovuto compararire per ben due volte, martedì e mercoledì di fronte aigiudici per rispondere delle accuse a lui rivolte. Ieri ci sono state delle proteste dei sostenitori di Katumbi a Lubumbashi che sono state represse con il lancio di lacrimogeni da parte delle forze di polizia. (Le Monde / Afp / Agi)