Sierra Leone: la sindaca di Freetown nel mirino della polizia
Politica e Società Sierra Leone
In aumento molestie e intimidazioni contro membri dell'opposizione
Sierra Leone: la sindaca di Freetown nel mirino della polizia
La sindaca della capitale, Yvonne Aki-Sawyerr, è da qualche settimana al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine che l’anno più volte arrestata e rilasciata. Sullo sfondo la stretta del governo nei confronti delle opposizioni in vista delle elezioni del 2023
17 Ottobre 2022
Articolo di Antonella Sinopoli
Tempo di lettura 5 minuti
Yvonne Aki-Sawyerr (Credit: Radio Popolare)

Arrestata. Rimessa in libertà su cauzione. Riportata in caserma per interrogatori. E, pare, nuovamente rilasciata. La sindaca di Freetown, Yvonne Aki-Sawyerr, è da qualche settimana al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine.

Da quel 17 settembre scorso quando all’aeroporto di Lungi il consigliere e collega di partito, Sheku Turay – conosciuto da tutti come Ice T – è stato fermato dalla polizia e, quindici minuti prima dell’imbarco, gli è stato impedito di prendere il volo. Un volo per gli Usa, dove entrambi avrebbero dovuto partecipare ad un incontro pubblico a New York, il Bill & Melinda Gates Foundation’s Goalkeepers Event.

Nonostante alla sindaca sia stato consentito di partire, al suo rientro è stata accusata di aver fatto ostruzionismo al lavoro della polizia. La sua colpa, quella di aver chiesto ragione di quell’arresto immotivato. Il dubbio è che l’accusa sia quella di avere partecipato o anche istigato le proteste dello scorso 10 agosto.

Proteste contro l’operato del governo e l’alto costo della vita, ma bollate come “atto di terrorismo” da chi poi, il presidente Jilius Maada Bio, impose il coprifuoco.

Almeno 130 persone finirono in carcere e almeno 27 furono le vittime. Un arresto immotivato, quello di Turay – ha detto la stessa sindaca nell’immediatezza del fatto, collegandosi al suo account Facebook prima di imbarcarsi per New York.

Ma quello che deve aver dato maggior fastidio sono state queste dichiarazioni: «Sono davvero preoccupata per la chiusura degli spazi democratici nel mio paese». E ancora: «Sono esausta di quello che sta accadendo in questo paese. Come sindaca di Freetown dico che non dovremmo trovarci nella situazione di aver paura di parlare, muoverci, viaggiare. Io non ho paura di parlare perché so di dire la verità».

E in merito all’arresto – privo, dice, di una reale motivazione – «è questo il modo in cui si agisce ora in Sierra Leone?» La sindaca ha anche denunciato che altri, e molti giovani, sono stati arrestati negli ultimi giorni. «Cosa sta accadendo in questo paese? Voglio che il mondo sappia».

Tra i recenti arresti eccellenti quello dell’avvocato costituzionalista e attivista per i diritti umani Ady Macauley. Yvonne Aki-Sawyerr è un membro di spicco del principale partito di opposizione, l’All People’s Congress (Apc), i cui leader stanno affrontando – come spesso denunciato – molestie e intimidazioni.

E non è un caso vista l’importanza delle prossime elezioni presidenziali e generali fissate per giugno 2023. Nel marzo del 2018 i sierraleonesi erano andati al voto per le quarte elezioni generali dalla fine della guerra civile del 2002.

Una guerra assai violenta durata undici anni che sconvolse l’economia e il tessuto sociale del paese ma che soprattutto fu orribile per la brutale violenza contro i civili. Le stime parlano di 50mila morti e almeno 2 milioni di sfollati.

La paura che le istituzioni democratiche possano lasciare nuovamente spazio al caos è sempre viva. Ecco perché le tensioni tra il partito al potere, Sierra Leone People’s Party (Slpp), quello del presidente Julius Maada Bio, e quello dell’opposizione, dovrebbero non essere sottovalutate dalla comunità internazionale.

L’ex leader militare eletto nel 2018 ha sempre affermato che le proteste di agosto siano state un’azione politica e ha sempre promesso che chiunque ci fosse dietro sarebbe stato scovato e perseguito.

Julius Maada Bio ha dunque accusato l’opposizione, inclusa Aki-Sawyerr, per le proteste. La realtà è che l’inflazione (l’aumento del costo della vita era alla base delle manifestazioni) è accelerata. A luglio aveva raggiunto il 29,5%, ad agosto era leggermente scesa al 28.2.  Inoltre l’elevato debito pubblico del governo e la scarsa crescita economica sta di fatto incidendo sulla vita quotidiana dei cittadini. Con il 57% (il paese conta poco più di 8 milioni di abitanti) che vivono uno stato di insicurezza alimentare.  

In questa situazione spicca la figura della sindaca Aki-Sawyerr, molto conosciuta all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, apprezzata per la sua capacità di affrontare in maniera concreta le necessità della sua città e di farlo stando continuamente a contatto diretto della gente, sia che si tratti di visitare una scuola e i suoi studenti, sia che si tratti di portare conforto (ma anche aiuti) a comunità colpite da alluvioni ed eventi estremi collegati al cambiamento climatico.

In questo TedWomen del 2019 la 54enne sindaca parlava dell’importanza di non perdere mai forza e speranza e di trasformare il negativo in positivo. Come ha cercato di fare lei con quella città, Freetown, devastata dai ribelli nel 1999 e poi dall’epidemia di Ebola del 2014.  Uno dei modi è stato quello di cercare di salvare l’ambiente.

Ed è la ragione per cui quest’anno è tra i 15 vincitori del Global Mayors Challenge di Bloomberg Philanthropies. Premiata per la sua proposta di affrontare la deforestazione utilizzando le tecnologie digitali per supportare la manutenzione degli alberi a Freetown. Ora la sindaca – che nel 2020 entrò nella lista della Bbc delle 100 donne dell’anno – avrà a disposizione 1 milione di dollari per implementare il progetto entro tre anni.  

In effetti Aki-Sawyerr – che vanta amicizie e sostegni importanti – ha attirato nel paese decine di milioni di dollari dalla comunità internazionale, cosa che il partito al potere pare consideri una minaccia all’ambizione di assumere il controllo politico della capitale Freetown.  

Inoltre, sembra che Aki-Sawyerr possa essere una probabile candidata alla vicepresidenza dell’Apc per le elezioni del prossimo anno. E non ha mai escluso di volersi ricandidare per un secondo mandato all’amministrazione della capitale.

 

 

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