Il Sinodo si terrà in ottobre in Vaticano
In vista del viaggio di Benedetto XVI in Africa si definiscono i contenuti dell’Instrumentum laboris, documento intorno al quale discuteranno i vescovi africani nel Sinodo sulla Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace.

Sarà il primo viaggio del pontefice in terra africana quello che dal 17 al 23 marzo porterà Benedetto XVI in Camerun e Angola per annunciare alle Chiese d’Africa il testo dell’Instrumentum laboris del secondo Sinodo africano che si svolgerà a Roma dal 4 al 25 ottobre sul tema “La chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. ‘Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo (Mt 5, 13-14)'”. Benedetto XVI consegnerà il testo ai presidenti delle Conferenze Episcopali africane il 19 marzo nella capitale camerunese Yaoundé. Nella strada di preparazione che conduce al Sinodo, emergono alcuni nodi su cui si concentrerà l’Instrumentum laboris, dopo che il 27 giugno 2006 erano stati presentati i Lineamenta. come idea-guida per l’evangelizzazione dell’Africa quella di Chiesa come Famiglia di Dio“, il Consiglio speciale nel suo incontro ha evidenziato che “la Chiesa – famiglia di Dio che è in Africa, come è stato sottolineato dalla prima Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi, ha compiuto un’opzione preferenziale per i poveri. Essa manifesta in questo modo che la situazione di miseria ed oppressione che affligge non pochi popoli africani non è irreversibile, ma pone tutti di fronte all’esigenza della conversione, di una condotta di vita integra, di un cammino risoluto verso la santità”. Il 23 e 24 gennaio si è riunito il Consiglio speciale della segreteria generale per il Sinodo africano. Il tema dell’incontro è stato proprio la definizione del documento intorno a cui i vescovi d’Africa si confronteranno. I lavori hanno allacciato un ponte ideale con quanto già dibattuto nel primo Sinodo africano svoltosi nel 1994 intorno al tema “Chiesa, famiglia di Dio”: se nell’esortazione post-sinodale Ecclesia in Africa Giovanni Paolo II affermava nel punto 63 che il Sinodo aveva assunto ” Dal 1994 ad oggi la Chiesa nel continente africano si è confrontata con conflitti, guerre, genocidi: la ricerca di piste di giustizia, pace e riconciliazione diventa dunque quanto mai urgente: nella nota si legge che “se la prima Assemblea speciale per l’Africa del 1994 ha insistito sulla Chiesa-Famiglia di Dio è necessario promuovere l’applicazione delle indicazioni emerse, per dare risposte efficaci ad un’Africa assetata di riconciliazione e in cerca di giustizia e di pace. I conflitti locali o regionali, le palesi ingiustizie e violenze interpellano tutti gli uomini di buona volontà e in maniera del tutto speciale la Chiesa”. Dalla riunione escono alcune anticipazioni sul testo che “illustra aspetti importanti dell’attuale situazione ecclesiale e sociale nei Paesi d’Africa, dai quali emerge il grande dinamismo della Chiesa, unito alle sfide che essa ha di fronte e che il Sinodo dovrà vagliare, affinché la crescita quantitativa della Chiesa in Africa diventi anche qualitativa. Inoltre, la Chiesa desidera contribuire, secondo la sua missione propria, ad uno sviluppo armonioso dell’uomo e della donna, come pure della società, conforme alla sua dottrina sociale applicata alle diverse situazioni del grande continente africano”. I Lineamenta sul tema “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace, «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 13-14)” sono stati accolti da numerosi osservatori con diverse riserve – pur negli aspetti positivi – per uno stile che appare distante dalle realtà africane e per i riferimenti teorici attinti quasi unicamente dal magistero papale. Un testo che non ascolta l’elaborazione teologica e l’esperienza di fede delle Chiese africane e che su numerosi punti (il ruolo delle donne nelle comunità, il dialogo interreligioso, le vie di ricerca della pace e della giustizia) mostra carenze e contraddizioni. Un documento per un Sinodo che, pur vedendo in primo piano i vescovi africani (e purtroppo senza i teologi e i laici, come il teologo domenicano specialista dell’Africa René Luneau sottolinea), si svolge però decontestualizzato a Roma. Intanto in questi mesi in Africa come in Europa (in particolare nell’università belga di Louvain-la-Neuve), si incontrano teologi, docenti e semplici cristiani per confrontarsi sulla preparazione e le attese della prossima Assemblea speciale dei vescovi per l’Africa. Si attendono ora l’Instrumentum laboris e la visita del Papa per comprendere meglio su quali strade e con quali passi la Chiesa si indirizza al Sinodo africano.