LE PIETRE DELLO SCANDALO – DOSSIER MAGGIO 2019

Il ciclone Idai rischia di far spostare il voto, previsto per il 15 ottobre. Risultato quasi scontato con la rielezione del presidente Nyusi. Il Frelimo dovrà prestare attenzione a come gestire l’emergenza post tempesta tropicale. La Renamo, partito di opposizione, è ancora debole dopo la morte del suo leader Dhlakama.

Le elezioni generali mozambicane dovrebbero svolgersi il prossimo 15 ottobre. Ma c’è incertezza su un eventuale rinvio, dovuto alle conseguenze della catastrofe causata dal ciclone tropicale Idai, che ha colpito il centro del paese verso la metà dello scorso marzo, causando la quasi completa distruzione di Beira, seconda città del paese con oltre mezzo milione di abitanti, oltre a devastanti alluvioni nell’entroterra.

Il disastro – che ha provocato centinaia di vittime (598 il bilancio a fine marzo) e migliaia di sfollati (più di 900mila) a rischio insicurezza alimentare ed esposti a malattie contagiose come il colera – renderà impossibile la tenuta del suffragio in gran parte delle province colpite, da Sofala a Manica, da Tete alla Zambezia.

Per la Comissão nacional de eleições (Cne) al momento non ci sarebbero le condizioni per votare nelle aree colpite. Alla fine di marzo, il governo di Maputo ha approvato un decreto che rinviava il periodo di registrazione dei votanti dal 15 al 30 maggio.

Per la Resistência nacional moçambicana (Renamo), principale schieramento di opposizione nel paese, il rinvio è troppo breve e una parte dell’elettorato perderebbe così il diritto di voto. Il partito di maggioranza, Frente de Libertação de Moçambique (Frelimo), ritiene, invece, che sia sufficiente e che la Renamo stia solo cercando di ritardare il voto perché “impreparati” ad affrontare il confronto politico.

Nei partiti sembrano esserci varie correnti con opinioni differenti, ma prevale trasversalmente l’accordo sulla…