Somalia / USA

“Un altro passo avanti nella ripresa delle relazioni tra Stati Uniti e Somalia”. E’ stata salutata così, ieri, la riapertura dell’ambasciata statunitense nel paese, chiusa dal gennaio 1991, anno della caduta del dittatore Siad Barre, dopo un decennio di guerra civile.

Il nuovo edificio si trova sul terreno dell’aeroporto internazionale di Mogadiscio.
Gli Stati Uniti avevano mantenuto una missione diplomatica a Mogadiscio dal dicembre 2018 e lo scorso giugno hanno riaperto anche la loro agenzia per lo sviluppo internazionale (Usaid), anch’essa chiusa più di 28 anni fa.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Somalia, Donald Yamamoto, ha detto che l’ambasciata «rafforzerà la cooperazione, promuoverà gli interessi strategici nazionali statunitensi e sosterrà la nostra sicurezza generale, e gli obiettivi di sviluppo politico ed economico».

L’annuncio è stato fatto al termine del Somali Partnership Forum, un incontro di due giorni tra i leader del governo somalo e i rappresentanti di 50 paesi stranieri, svoltosi per la prima volta a Mogadiscio.

Durante l’incontro, Usaid ha annunciato quasi 257 milioni di dollari in nuovi aiuti umanitari. Il nuovo pacchetto porta l’assistenza totale degli Stati Uniti alla Somalia a poco meno di mezzo miliardo di dollari quest’anno.

Nel frattempo, a soli 30 chilometri di distanza, al-Shabaab ha effettuato un nuovo attacco dopo quello, fallito, il 30 settembre alla base statunitense di Baledogle. Almeno sei soldati somali sono stati uccisi e altri otto sono rimasti feriti in due esplosioni lungo la strada tra la città di Afgoye e Elasha Biyaha. (Voice of America)