Da Nigrizia di novembre: intervista a Sheik Mohamed Sheik Yusuf
Forse per la prima volta il movimento islamico moderato, di matrice sufi, si arma e combatte. «Ci battiamo contro la creazione di uno stato islamico fondamentalista. Il nostro obiettivo è cancellare i gruppi estremisti».

Il luogo dell’appuntamento con i vertici locali dell’Ahlus Sunnah Wal-Jama’at rimane segreto fino all’ultimo. Una casa, in centro città. Ci accolgono tre persone, circondate da un pugno di uomini di scorta. A parlare è Sheik Mohamed Sheik Yusuf, portavoce, con ogni probabilità, del primo gruppo sufi combattente che la storia ricordi.
Ahlus Sunnah Wal-Jama’at è un movimento islamico, moderato, nato negli anni Novanta dalla fusione di alcune confraternite sufi , come la Ahmadiyya e la Qadiriyya. I sufi appartengono a una rete internazionale di mistici religiosi, la cui attività è essenzialmente la pratica e la diffusione della parola del Profeta.

 

Come e perché questo gruppo religioso ha deciso d’imbracciare le armi?
Nel nostro paese operano organizzazioni fondamentaliste straniere con diversi scopi, il primo dei quali è la creazione di uno stato islamico fondamentalista in Somalia. Queste milizie considerano gli islamici moderati dei traditori della parola del Profeta, mentre sono esse stesse a male interpretare il Corano. Hanno bruciato le nostre case, profanato le nostre tombe, ucciso i nostri fedeli. Abbiamo deciso di combattere per difendere le nostre vite, la nostra libertà religiosa. Il fondamentalismo islamico è un elemento estraneo alla cultura somala. Le forze militari di cui disponiamo sono particolarmente attive nella regione del Galmudug (insieme delle regioni del Galgududd e del Mudug, ndr).

 

Come avvengono gli arruolamenti? Dove si trovano i campi di addestramento delle milizie di Ahlus Sunnah? Chi vi fornisce le armi?
Gli arruolamenti avvengono su base volontaria nelle scuole coraniche e tra i fedeli. Nessuno è costretto ad arruolarsi con la forza. Non accettiamo candidature da minori di 18 anni. Per ragioni di sicurezza, non possiamo rivelare le posizioni dei nostri campi di addestramento.

 

In questo momento i nemici del Tfg sono i vostri nemici. Il sostegno al governo di transizione di Sheik Sharif Ahmed è determinato da circostanze contingenti o da convergenze ideologiche
e politiche?

Ahlus Sunnah non combatte per scopi politici. Il nostro unico scopo è la totale cancellazione dei gruppi fondamentalisti che operano nel paese. Non ci fermeremo fino a quando questo obbiettivo non verrà raggiunto. Il nostro appoggio al governo di transizione è determinato dall’esigenza, evidente, di riportare ordine e pace nel paese, dilaniato da una guerra civile che dura da vent’anni. Appoggeremo chiunque sia promotore di un ordine sociale stabile e della costituzione di un paese islamico moderato e democratico, indipendentemente dal clan di appartenenza.

 

La vostra capacità militare attuale è comparabile a quella delle milizie fondamentaliste
contro cui combattete?

Abbiamo riportato alcune vittorie, che non possono definirsi decisive, ma che hanno indebolito l’influenza di al-Shabaab nella nostra area. La capacità militare, tuttavia, non è l’unico dato su cui fare riferimento. Noi combattiamo per ragioni che il popolo somalo comprende e in cui può identificarsi. Noi esistiamo da sempre. Il fondamentalismo islamico è un fenomeno recente, destinato a scomparire.

 


 

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