Politica e Società Somalia
Aumentano le tensioni sulla data delle elezioni
Somaliland: proteste delle opposizioni degenerate in scontri con la polizia
12 Agosto 2022
Articolo di Redazione
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Nella repubblica del Somaliland, lo stato separatista situato nel nord-ovest della Somalia, centinaia di persone sono scese in piazza ieri nella capitale Hargeisa e nelle città di Burao ed Erigavo, dopo l’interruzione dei negoziati tra governo e opposizioni, che accusano le autorità di voler rinviare le elezioni che dovrebbero svolgersi il 13 novembre, alla scadenza del mandato presidenziale.

Le manifestazioni, indette da Waddani e Giustizia e benessere (Ucid), i principali partiti di opposizione, sono degenerate in scontri con la polizia che ha aperto il fuoco sulla folla, munita di pietre e bastoni. Almeno tre persone sono state uccise e un centinaio ferite.

«Questa è stata una manifestazione pacifica e abbiamo guidato persone che portavano solo cartelli e fischietti, ma il governo ha commesso violazioni usando potere eccessivo, proiettili veri, gas lacrimogeni», ha detto in una conferenza stampa ieri sera il leader di Waddani, Abdirahman Mohamed Abdullahi, aggiungendo che le proteste continueranno, giorno e notte.

Di “uso eccessivo della forza” hanno parlato, in un comunicato congiunto, anche Unione Europea, Stati Uniti, Regno Unito, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia, esprimendo preoccupazione. L’ong per i diritti umani Access Now denuncia e condanna anche il blackout di internet imposto dalle autorità poche ore prima delle manifestazioni.

L’attuale mandato del presidente Muse Bihi Abdi scade a novembre, ma l’opposizione sospetta che Abdi voglia provocare lo slittamento del voto, chiedendo una proroga del suo mandato attraverso il “Guurti”, un consiglio di anziani che funge da parlamento in Somaliland.

A irritare Waddani e Ucid è stata anche la decisione del governo di registrare nuovi partiti politici a pochi mesi dal voto, una mossa che temono possa diluire il loro sostegno.

Il Somaliland, regione del Corno d’Africa con circa 4 milioni di abitanti, ha dichiarato l’indipendenza dalla Somalia nel 1991 ma, nonostante da oltre trennt’anni sia rimasto relativamente stabile, governato da proprie istituzioni, non è stato riconosciuto dalla comunità internazionale. Né tantomeno dalla Somalia, che lo considera parte del suo territorio.

 

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