Cinema / Festival
Il 20 marzo prenderà il via la sedicesima edizione del Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina a Milano con novità e proposte dedicate a tutti gli amanti del cinema; abbiamo incontrato per voi Annamaria Gallone, direttrice artistica del festival.

Il 20 marzo prenderà il via la sedicesima edizione del Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina a Milano con novità e proposte dedicate a tutti gli amanti del cinema. E non solo. Tra visioni, conferenze, incontri e dibattiti – per ogni informazione vi consigliamo il sito del Festival – Milano si trasformerà per una settimana nella capitale del cinema africano, asiatico e latino americano.

 

Sull’onda della vittoria di “Il suo nome è Tsotsi”, Oscar come miglior film straniero – in programma nella rassegna milanese –  probabilmente il pubblico sarà superiore alle aspettative. Anche se di pubblico, il Festival, ne ha sempre avuto tanto.

 

Abbiamo incontrato per voi Annamaria Gallone, direttrice artistica del Festival, che insieme a noi ha ripercorso questi sedici anni di manifestazione ed ci ha raccontato cosa accadrà quest’anno.

 

“Ci sono pochi lungometraggi africani in questa edizione ed è una situazione che si riflette sul mondo della produzione cinematografica africana. Non ci sono più gli aiuti dalla Francia e per ora ci si concentra più sulle produzioni per la televisione. Solo alcune zone sono ancora molto attive: Maghreb e Sudafrica”.

 

 

 

Cosa c’è di nuovo, allora, nel cinema africano adesso?

 

“Si lavora molto in digitale che dà una libertà creativa e concede una dimensione più intimista; inoltre, c’è stata una esplosione dei documentari che sono anche molto belli qualitativamente. Abbiamo dedicato anche una sezione fuori concorso a chi parla dell’Africa ma non è africano e abbiamo ricevuto molto materiale, circa 40 documentari ma abbiamo dovuto, a malincuore, sceglierne solo 15”.

 

 

 

Quali sono le storie, i contenuti del cinema africano?

 

“Sicuramente tematiche legate alla storia e alla società. Ci ha molto stupito un fatto legato a un tema molto diffuso nei film, sia africani che asiatici e latino-americani, presenti nella rassegna di quest’anno: l’omosessualità. Un tema delicato e difficile ma molto diffuso evidentemente nelle varie società”.

 

 

 

In concorso molti esordienti e una sezione “Panoramica” su chi è già uscito dal mucchio.

 

“Nella competizione degli esordienti ci sono, appunto, purtroppo pochi africani, prevalentemente da Senegal, Egitto, Libano e Algeria mentre per la Panoramica abbiamo molto dal Marocco – dove c’è una fiorente industria cinematografica – e dal Sudafrica, qualcosa dal Sudan e dal Mozambico”.

 

 

 

Perché ci sono pochi prodotti africani?

 

“Mancano i distributori coraggiosi e quindi se non c’è mercato è difficile che si facciano film; i giovani registi si indebitano perché fondi non ce ne sono ma se poi non riescono a distribuire i loro film è un fallimento. E registi africani che vivono in Africa sono pochi. Siamo a un punto morto per il cinema africano e penso che si stabilizzerà su una produzione più bassa. Una produzione meno estesa ma più forte”.

 

 

 

Quali sono i mali endemici del cinema africano?

 

“Mancano i tecnici e una formazione tecnica, i fondi languono, la distribuzione è un grandissimo problema e i laboratori europei sono costosi quindi tutti i soldi ritornano a volte da dove sono partiti senza creare un mercato africano. Sul campo non si può più fare pratica in Africa e mancano i presupposti per nuove generazioni. Gli africani sono attualmente surclassati dagli iraniani, dai cinesi e dai coreani che fanno bellissimi film e riescono a distribuirli”.

 

 

Forse, la vittoria agli Oscar di “Il suo nome Tsotsi” servirà a fare ripartire la macchina del cinema africano.

 

 

Per ora attendiamo il Festival di Milano, dal 20 al 26 marzo, e aspettiamo che la situazione migliori.

 

 

 

 

Alcune informazioni:

Programma

Intorno al Festival


Luogo e date della manifestazione
La manifestazione si svolgerà a Milano dal 20 al 26 marzo 2006.
Le proiezioni del Festival, circa 100 film tra pellicole e video, hanno luogo in sei sale cinematografiche situate nel centro di Milano :

Auditorium San Fedele
Multisala Arcobaleno (2 sale)
Spazio Oberdan
Cinema Gnomo
Espace Cinéma del Centre Culturel Français

Tutti i film sono sottotitolati elettronicamente o tradotti simultaneamente in italiano. Tutti i film del festival sono programmati almeno due volte e la presentazione dei film in competizione è presenziata dal regista.

 

 

 

 

 

BIGLIETTO SINGOLO: 5 EURO
TESSERA VALIDA PER TUTTE LE PROIEZIONI: 25 EURO

 
PER INFORMAZIONI
COE – Centro Orientamento Educativo – via G.Lazzaroni, 8 – 20124 Milano
tel. 02 66712077 – 02 6696258    fax 02 66714338     www.coeweb.org
www.festivalcinemaafricano.org – e-mail festival@coeweb.org