Ci si muove dall’Italia al Libano, dall’Argentina al Marocco, dalla Croazia al Vietnam, dall’Arizona alla Scandinavia, dal Messico all’Uganda. Un viaggio fatto di parole e di fotografie, un percorso che secondo Luca Mercalli aiuta «a prendere coscienza della situazione ambientale già compromessa che viviamo su questo pianeta e poi rappresenta un’occasione per la costruzione di solidarietà e resilienza, in previsione del peggioramento degli scenari climatici futuri».

Roberto Barbiero è fisico, climatologo e divulgatore scientifico. Valentina Musmeci è fotografa, insegnante d’inglese e si occupa di minoranze linguistiche e di diritti dei popoli nativi. Una delle storie riguarda la regione del Karamoja, nell’Uganda orientale, abitata da varie etnie, in particolare i karimojong, dedite alla pastorizia.

Il fatto è che da quelle parti piove sempre di meno, la vegetazione muore e non c’è cibo sufficiente né per la persone né per gli animali. Attivisti locali spiegano che il territorio è reso vulnerabile anche dal taglio indiscriminato delle foreste e l’ekorete – un albero che fornisce verdura (le foglie sono commestibili) e frutta – è a rischio estinzione.

L’impoverimento tocca in particolare le ragazze che devono dedicare più tempo a cercare cibo e acqua, trascurando la scuola: alcune di loro cadono nella rete della prostituzione. Per questo sono stati avviati progetti di sviluppo eco-compatibili che cercano di coinvolgere innanzitutto le donne.

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