Sud Sudan

Ieri il parlamento sud sudanese, alla presenza di 188 parlamentari su 300, ha approvato la legge che regolamenta il lavoro nel paese delle Ong. La legge entrerà in vigore dopo la firma del presidente. Poi le Ong avranno tre mesi di tempo per adeguarsi alle nuove direttive e chiedere una nuova registrazione.

La legge stabilisce, tra l’altro, che ogni Ong deve firmare un accordo preciso con il governo sulle sue attività nel paese e che lo staff deve essere almeno all’80% nazionale in tutte le posizioni, comprese quelle manageriali. Una ricerca del 2013 mostra che la percentuale è del 50%, dunque molto lontana da quella ora richiesta, il che significa che molti esperti e specialisti attualmente impegnati a  far fronte alla crisi dovranno lasciare il paese in un momento di particolare bisogno. Obbliga inoltre le Ong ad avere conti correnti in loco e stabilisce le modalità di monitoraggio delle autorità competenti.

Il Forum delle Ong, ente di coordinamento delle attività umanitarie attivo da anni in Sud Sudan e che rappresenta centinaia di organizzazioni nazionali e internazionali, si è detto preoccupato perché la nuova legge non riconosce esplicitamente alle organizzazioni internazionali il diritto di coordinarsi. La nuova legge rischia inoltre di limitare l’autonomia e il lavoro delle organizzazioni, attualmente impegnate principalmente in operazioni di emergenza, mettendo a rischio la vita stessa di molte persone. (Sudan Tribune / Radio Tamazuj)