Vaticano / Sud Sudan

Il portavoce del Vaticano, Greg Burke, ha comunicato che il viaggio di papa Francesco in Sud Sudan, programmato per il prossimo ottobre, ha dovuto essere rimandato per ragioni logistiche e di sicurezza. Ha aggiunto che visitare il tormentato paese rimane nei programmi di Bergoglio, ma non sarà possibile quest’anno.

Secondo il quotidiano Il Messaggero, che ha pubblicato la notizia il 29 maggio, papa Francesco si sarebbe visto costretto a decidere di rimandare il viaggio a causa delle informazioni ricevute dal team che si era recato a Juba, la capitale del Sud Sudan, all’inizio del mese, per verificare la fattibilità della visita.

Il gruppo avrebbe trovato che i servizi nel paese non sono assolutamente adeguati ad una visita del papa e metterebbero a repentaglio la sua sicurezza e quella della gente che si sarebbe ammassata per incontrarlo. I problemi cominciano dall’aeroporto, che è costituito da strutture provvisorie e non è adatto a contenere la folla che si radunerebbe per l’occasione.

Le condizioni di sicurezza a Juba, inoltre, non sarebbero sufficienti a permettere al papa di uscire dall’aeroporto, e questo finirebbe per risultare dannoso per l’immagine stessa del paese e per il morale dei sud sudanesi, che dovrebbe invece essere sollevato dall’incontro con Francesco.

La visita, di cui a lungo si è parlato, avrebbe dovuto essere effettuata con l’arcivescovo anglicano di Canterbury, un segnale importante a sostegno del lavoro coordinato che le chiese cristiane fanno nel paese, attraverso il Consiglio delle chiese sud sudanesi. La visita del papa era stata sollecitata e promessa, proprio durante la visita di una delegazione del Consiglio delle chiese sud sudanesi in Vaticano l’anno scorso. (National Catholic Reporter)

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