Sudafrica

Sono passati quasi due mesi, il 30 gennaio 2015, da quando il giudice sudafricano ha accettato la richiesta di libertà condizionata di Eugêne De Kock, un ex ufficiale del regime bianco, considerato “nemico pubblico numero uno” ai tempi dell’apartheid. Ad oggi però i suoi parenti dicono di non sapere esattamente dove si trovi e affermano che non ha mai goduto della libertà condizionata a lui accordata

L’avvocato Eugene De Kock ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di rilasciare il suo cliente trattenuto “illegalmente” in una località sconosciuta. Julian Knight afferma che De Kock è stato rilasciato dal carcere due mesi fa. Ma è stato subito messo nelle mani dei servizi segreti che temono per la sua vita.

Il suo avvocato ritiene che De Kock resti comunque privato della sua libertà di movimento, perché viene continuamente «spostato in tutto il paese contro la sua volontà». I suoi amici non sanno dove si trova, anche se alcuni sono autorizzati a fargli visita in località segrete.

Mentre i suoi parenti protestano per la situazione, il Ministero della Giustizia non vuole rilasciare alcuna informazione per motivi di sicurezza e «in conformità con quanto desiderato Eugene de Kock» stesso.

Una situazione paradossale, al punto che alcuni sospettano il governo deliberatamente annullato la richiesta di libertà condizionale per De Kock. Supportato dal partito Cope, il suo avvocato ha in programma di lanciare un appello per un’inchiesta sulla vicenda. (Rfi)