Sudafrica

Il governo del Sudafrica ha dichiarato di voler pagare un risarcimento alle famiglie delle minatori uccisi durante gli gli scontri con i lavoratori delle miniere in sciopero di Marikana nel 2012 mentre protestavano per chiedere diritti e dignità.

I dettagli sull’entità dei risarcimenti dovuti ai familiari di oltre 40 lavoratori uccisi e di altri rimasti feriti, non sono ancora stati dichiarati perché saranno determinati da una commissione indipendente guidata da un giudice. Lo ha annunciato il presidente sudafricano Jacob Zuma.

L’annuncio dei compensi è stato accolto con favore dagli avvocati delle famiglie delle vittime, in molti casi gli unici a portare a casa uno stipendio. “Questo gesto – ha detto uno dei legali, Tsepiso Ramphele, ripreso dal quotidiano Sowetan – era atteso da molto tempo: le famiglie avevano perso speranza”.

I partiti di opposizione invece hanno reagito sostenendo che la questione dovrebbe essere portato in Parlamento in modo che si possa troovare una soluzione più equa per le vittime, vista anche la gravità dei fatti di Marikana, considerato il massacro più efferato commesso dalla polizia dai tempi dell’apartheid.

Il Presidente Zuma la scorsa settimana ha avviato un’indagine sulle responsabilità del capo di polizia nel massacro. Una commissione di tre membri, guidata dal giudice Cornelis Johannes Claassen, giudicherà la comandante nazionale della polizia Riah Phiyega in relazione alla strage.

In giugno sono stati pubblicati i risultati dell’inchiesta affidata dal governo ad una Commissione guidata dal giudice Ian Gordon Farlam e istituita ad hoc. La Commissione, dopo la pubblicazione di un rapporto sul caso di 600 pagine, chiese alla magistratura l’apertura di un’indagine penale sulla polizia. (Bbc / Misna)