Sudafrica: il rischio bancarotta per l’ANC pesa sulle elezioni del 2024
Politica e Società Sudafrica
Un caso giudiziario solleva dubbi sulla salute delle casse del partito. E l'anno prossimo si vota
Sudafrica: il rischio bancarotta per l’ANC pesa sulle elezioni del 2024
06 Dicembre 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 5 minuti

L’African National Congress (ANC), l’unico partito ad aver guidato negli ultimi 30 anni il Sudafrica post-apartheid, è in bancarotta? La formazione politica in questione nega «categoricamente» questa eventualità, ma un annoso caso giudiziario e alcuni dati rilanciati in questi giorni dai media sudafricani indicano che le casse della formazione politica potrebbero godere di pessima salute.

Notizie allarmanti e ancor di più se si pensa che l’ANC ha davanti a se una impegnativa campagna elettorale in vista delle elezioni generali del 2024, previste entro agosto e ritenute le più combattute dal ritorno alla democrazia da diversi analisti concordanti.

I guai finanziari del partito di governo, fondato oltre un secolo fa, non sono cosa nuova. Lo attestano a esempio i ritardi nei pagamenti degli stipendi che i membri dello staff del partito lamentano a fasi alterne da anni.

Il caso Ezulweni

A scoperchiare il vaso di Pandora a pochi mesi dal voto è stato però un procedimento giudiziario che dura da quattro anni e che negli ultimi giorni è giunto in una fase critica. Nel 2019 una società chiamata Ezulweni ha denunciato il mancato pagamento da parte dell’ANC di circa 102 milioni di rand, quasi cinque milioni di euro, per circa 30mila cartelloni utilizzati durante la campagna elettorale del 2018.

La società ha incassato due giudizi a suo favore, nel 2022 presso l’Alta corte del Gauteng e poi la scorsa settimana presso la Corte suprema di appello, che ha respinto un ricorso dell’ANC. Ezulweni ha quindi ottenuto un mandato per confiscare beni dell’ANC dal valore pari all’ammontare dovuto, che negli anni, con gli interessi, è arrivato a sfiorare i 145 milioni di rand. Le guardie di sicurezza del quartier generale del partito a Johannesburg, hanno però impedito all’ufficiale giudiziario di procedere alla confisca dei beni, come riportato da diverse testate locali. 

All’ANC era stato anche intimato di ripagare tutto il debito entro mercoledì di questa settimana per evitare l’inizio di un procedimento di liquidazione. Ezulweni ha fatto poi marcia indietro visto che il partito di governo ha presentato un nuovo ricorso alla Corte costituzionale. 

Nei documenti per la richiesta di appello si afferma che la questione è di pubblico interesse e rischia di recare un danno agli elettori, visto che l’ANC è il partito di maggioranza del Sudafrica.

Il portavoce del partito Mahlengi Bhengu-Motsiri ha sostenuto inoltre che l’ANC si rifiuta di pagare Ezulweni per «ragioni di principio» relative a una serie di irregolarità avvenute nella stipulazione del contratto con questa società

È utile notare che dalle indagini sarebbero comunque emersi alcuni numeri inquietanti. Ezulweni infatti, afferma di aver scoperto nell’ambito dei procedimenti per il pignoramento che nei conti in banca del partito ci sono solo poco più di 55mila rand, neanche 3mila euro. Una cifra irrisoria per un ente delle dimensioni e del peso specifico dell’ANC.

200 milioni di deficit?

Il portale di notizie City Press ha inoltre rilanciato in settimana un presunto bilancio presentato dall’ANC ai suoi esponenti sul finire dell’anno scorso. I documenti mostrerebbero che il partito ha perso oltre 240 milioni di rand di entrate dal 2018 a oggi. A fronte di spese operative pari a 2,1 miliardi di rand (102 milioni di rand), l’ANC ne incasserebbe solo 1,9 miliardi (quasi 93 milioni di euro). Nell’articolo si afferma che l’eventuale pagamento dell’ammontare dovuto a Ezulweni arrecherebbe un danno potenzialmente fatale alle casse dell’ANC.

Bhengu-Motsiri ha smentito «categoricamente» qualsiasi voce relativa alla bancarotta del partito. Il dirigente ha argomentato la sua posizione evidenziando che la formazione che rappresenta «paga il suo staff ogni mese e adempie a tutti i suoi obblighi fiscali».

Analisti concordanti sostengono che a pesare sulle casse del partito sono anche gli effetti di una legge sui finanziamenti privati ai partiti, presentata nel 2018 e introdotta nel 2019, subito dopo il voto che ha visto la vittoria del presidente Cyril Ramaphosa. La norma, la prima del suo genere nel paese, è stata approvata mentre in Sudafrica infuriava uno scandalo sui finanziamenti che una società di servizi al governo denominata Bosasa avrebbe concesso all’ANC durante la campagna elettorale del 2018.

I finanziamenti ai partiti 

Stando ai dati contenuti nell’ultimo report della Commissione elettorale sui finanziamenti privati ai partiti, nell’anno in corso l’ANC ha ottenuto donazioni private per poco più di 20 milioni di rand (980mila euro). Nel secondo trimestre però il partito ha ricevuto solo 770mila rand (38mila euro), contro gli oltre 36 milioni di rand del principale partito di opposizione (poco più di 1,7 milioni di euro), le Democratic Alliance (DA).

Da un rapporto della ong locale My vote counts invece, emerge che l’anno scorso l’ANC ha ricevuto in finanziamenti pubblici quasi 90 milioni di rand (4,4 milioni di euro), il 55% del totale del denaro erogato dallo stato ai partiti.

Le elezioni del 2024, stando a vari sondaggi concordanti, mostrano uno scenario in cui l’ANC potrebbe scendere sotto il 50% dei consensi per la prima volta dalla fine dell’apartheid, terminato definitivamente con le elezioni del 1994.

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