(Credit: EU/N Doychinov)

Interrompere i finanziamenti a Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, e dirottare le risorse in un programma di ricerca e salvataggio nel mar Mediterraneo che, a oggi, insieme al tratto atlantico tra l’Africa occidentale e le Canarie, è la rotta migrante più mortale al mondo.

L’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici per l’immigrazione, insieme ad altre 21 ong europee, lancia un appello e torna a puntare il dito verso la Ue, evocando il dovere di soccorrere. Un dovere sancito dal diritto marittimo internazionale.

Dietro il rinnovo di una richiesta più volte presentata alle istituzioni europee e ai suoi stati membri (l’ultima a giugno, con la campagna Abolire Frontex, cui ha aderito anche Nigrizia), vi è una nuova ricerca, pubblicata dal portale tedesco FragDenStaat e dalla ong Sea watch: Defund Frontex.

Il report, partendo dalle oltre 18.709 persone morte nel mar Mediterraneo dal 2015 e dall’esoso costo (5,6 miliardi di euro) del colosso frontaliero Frontex, sottolinea come la scelta di monitorare i mari (voce per cui si sono spesi oltre 100 milioni di euro destinati ad attività aeree), senza avere alcuna possibilità di intervenire, e stringere “partenariati pericolosi” con gli stati di origine dei migranti, abbia causato un incremento della mortalità tra chi decide di attraversare il Mediterraneo e arrivare in Europa.

A conferma della ricerca, vi sono i dati diffusi questa settimana dall’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni: da inizio anno al 21 agosto, sarebbero 392 le persone annegate, 632 quelle disperse. Per un totale di 1.024 vittime. Un numero più elevato rispetto all’intero 2020, quando i morti in mare accertati furono 381 e i dispersi 597 (per un totale di 978).

Numeri, che per le 22 realtà che hanno firmato l’appello, sono l’ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche migratorie europee, finalizzate a fare di Frontex un gigante frontaliero atto esclusivamente a blindare la Fortezza e i suoi confini, più che a soccorrere le vite.

Da questa considerazione la richiesta: «di togliere i fondi alle forze di polizia di frontiera Frontex e di investire queste preziose risorse in un programma di ricerca e salvataggio nel Mar Mediterraneo. Solo smantellando le strutture che hanno causato – e continuano a causare – violenza e morte in mare, possiamo iniziare a creare sicurezza per tutti. Al loro posto, dobbiamo costruire nuovi sistemi e strutture che preservino e proteggano la vita in mare».

Secondo quanto scritto da FragDenStaat e da Sea watch, per creare un programma europeo di ricerca e salvataggio sarebbe sufficiente un terzo dei 370.444.469 euro, questa la cifra del budget investito nelle operazioni Frontex nel 2021. (J.C.)

 

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