Uganda: Museveni e figlio accusati di crimini contro l'umanità
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Depositate alla Cpi dell’Aia le testimonianze di oltre 200 persone che dichiarano di essere state torturate in occasione delle elezioni del 2021
Uganda: Museveni e figlio accusati di crimini contro l’umanità
In totale sono 26 i funzionari sospettati. Nove quelli di alto livello. Sono accusati di aver favorito l'incarcerazione e l'abuso sistematico di oppositori, in particolare i sostenitori del musicista, diventato leader dell'opposizione Bobi Wine. Servirà del tempo prima che la Cpi decida che fare
13 Luglio 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti

Oltre 200 persone. Hanno testimoniato delle torture subite, delle uccisioni a cui hanno assistito e di altri crimini. Gli accusati sono alti funzionari ugandesi, tra cui il presidente Yoweri Museveni e suo figlio il generale Muhoozi Kainerugaba. Quelle denunce sono finite sul tavolo della Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aia.

Brutale repressione

Le testimonianze raccontano della brutale repressione governativa dei gruppi di opposizione e degli attivisti nella nazione dell’Africa orientale nei mesi precedenti e successivi alle sanguinose elezioni del 2021.

Sono 26, in totale, i funzionari accusati di aver favorito l’incarcerazione e l’abuso sistematico di ugandesi, in particolare dei sostenitori del musicista, diventato leader dell’opposizione Bobi Wine, candidato alla presidenza nel 2021.

Il vice segretario stampa del presidente, Faruk Kirunda, ha definito gli accusatori avversari politici che «spacciano informazioni sbagliate» e si rivolgono al tribunale internazionale «con l’obiettivo di infangare l’immagine del presidente Museveni».

Tempi lunghi

Ora non è detto che la Cpi annunci in tempi brevi se indagherà o meno su un caso. Anzi, ci vorrà del tempo, mesi o addirittura anni. Karim Khan, il procuratore capo della Corte, ha dichiarato in precedenza che il suo ufficio è a corto di personale e di budget ed è oberato di indagini, tra cui le accuse di crimini di guerra in Ucraìna e Afghanistan.

Secondo alcuni analisti, il procuratore potrebbe essere riluttante a indagare sulle accuse dell’Uganda. La Corte è stata pesantemente criticata per aver perseguito la maggior parte dei suoi casi nei paesi africani, anche se alcuni sono stati aperti su richiesta dei governi africani.

Nei documenti presentati e visionati da The Guardian e anche dal New York Times,  «attivisti, leader dell’opposizione e critici del governo hanno descritto di essere stati sottoposti a waterboarding, frustate e pugnalate, di aver subito il lancio di sostanze chimiche o di essere stati costretti a sdraiarsi accanto a cadaveri».

Museveni responsabile, quale successore?

Il dossier accusa Museveni di essere direttamente responsabile delle torture perché è il comandante delle forze armate.

Un’indagine della Cpi potrebbe anche complicare la politica di successione in Uganda in vista delle elezioni del 2026. Il generale Kainerugaba, 49 anni, ha chiarito di voler sostituire il padre 78enne. Ma ha irritato l’anziano con tweet provocatori, tra cui l’idea di invadere il Kenya.

L’Uganda ha sottoscritto lo Statuto di Roma che ha istituito la Corte penale internazionale dal 2002, anche se Museveni ha criticato il tribunale e minacciato di ritirarsi.

La maggior parte delle testimonianze sono anonime perché molti dei denuncianti vivono ancora in Uganda. Molti altri invece, che hanno chiesto asilo in Europa o negli Stati Uniti, sono stati nominati. Tra di loro ci sono, come scrive il Nyt, «Kakwenza Rukirabashaija, un importante scrittore, e Amos Katumba, il fondatore di un’organizzazione non governativa che ha collaborato con il in alcuni progetti».

Molti hanno testimoniato che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nelle loro case e li hanno arrestati, o li hanno portati via per strada in furgoni non contrassegnati. Hanno raccontato di essere stati picchiati, bruciati con ferri roventi, fulminati, costretti a mangiare feci, a bere urina o a farsi togliere i denti.

Museveni ha riconosciuto che centinaia di quelli che ha definito “terroristi” e “trasgressori della legge” sono stati arrestati durante la stagione elettorale e che un commando d’élite, guidato all’epoca da suo figlio, ne ha «uccisi alcuni».

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