Quella che ormai tutti conosciamo come Rotta Balcanica è quel passaggio obbligato per i migranti provenienti dalla Turchia che cercano di arrivare in Europa attraversando Bosnia, Croazia e Slovenia per dirigersi in Italia e, soprattutto, proseguire verso i Paesi del Nord europeo.

Lungo questo percorso i migranti vengono respinti dalle polizie di frontiera subendo violenze che qui, in Europa, non vogliamo vedere per non rimanerne sconvolti. Ma tutti lo sappiamo.

La fortezza Europa ha esternalizzato il controllo delle sue frontiere delegando paesi terzi, pagati per questo con fondi pubblici, a fermare il flusso migratorio con qualsiasi metodo: sempre più persone vengono aggredite, spogliate, derubate, torturate o lasciate morire senza soccorso. 

Migliaia di migranti respinti vivono accampati nei boschi della Bosnia, o nelle fabbriche abbandonate, o ancora nelle case distrutte dalla guerra degli anni ’90 e mai ricostruite. Sono abbandonati nel gelo dell’inverno balcanico, senza acqua nè beni primari, senza servizi igienici né materiale sanitario.

I governanti italiani sono corresponsabili di questo orrore: la questura di Trieste valuta che nel 2020 almeno 4400 migranti “irregolari” sono stati rintracciati e la più parte ricacciati in Slovenia da dove è ripartita la strada all’indietro verso l’inferno

Perché nessuno possa ignorare, organizziamo un Ponte di corpi sulle frontiere e in tutte le piazze d’Europa.

A Verona l’appuntamento è sabato 6 marzo dalle 14 alle 15 su Ponte Pietra

Per avviare un percorso di mobilitazioni che costringa i responsabili di questa politica strumentalmente razzista – prima di tutto l’Unione Europea e i singoli governi d’Europa – ad aprire le frontiere e ad accogliere i migranti e le domande di asilo.

Per adesioni: unpontedicorpi@gmail.com

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