Zimbabwe / Crisi economica

Nel tentativo di arginare il peggioramento della crisi economica – che ha comportato un aumento dell’inflazione e la mancanza di carburante e cibo, e l’esplodere di proteste popolari represse con violenza – il governatore della Banca dello Zimbabwe, John Mangudya, ha annunciato ieri l’abbandono della parità con il dollaro statunitense, precisando che le banche possono ora offrire tariffe determinate dal mercato per acquistare dollari in contanti con ‘bond notes’ o trasferimenti elettronici.

I ‘bond notes’ e i fondi elettronici saranno una valuta separata denominata Real time gross transfer dollars (dollari Rtgt), ha detto Mangudya in una dichiarazione molto attesa. Lo Zimbabwe continuerà ad usare altre valute straniere come il dollaro e il rand sudafricano, ha precisato. «I dollari di Rtgs diventano parte del sistema multi-valuta e dovranno essere utilizzati da tutte le entità del paese, inclusi governo e individui, ai fini della determinazione del prezzo di beni e servizi, debiti, contabilità e regolamento di transazioni domestiche», ha detto.

Prima, la maggior parte dei cittadini era pagata tramite trasferimenti elettronici e doveva rischiare il carcere per cambiare i soldi in dollari sul mercato nero.

Con questa decisione il governo permette al ‘bond note’, la sua valuta surrogata, e ai fondi elettronici, di fluttuare liberamente contro le altre principali valute, abbandonando una parità ufficiale ma artificiale con il dollaro.

Il paese non ha avuto una sua valuta dal 2009, quando ha abbandonato il dollaro dello Zimbabwe a causa dell’iperinflazione che aveva raggiunto il 500 miliardi di percento. Per frenare l’inflazione rovinosa, adottò un sistema multi-moneta dominato dal dollaro USA. Tuttavia, una carenza di dollari in contanti spinse il governo, nel 2016, a emettere una valuta surrogata denominata ‘bond note’, da utilizzare insieme al denaro elettronico, che sono fondi depositati elettronicamente in conti bancari.

La maggior parte dei cittadini, funzionari pubblici compresi, sono pagati elettronicamente nei loro conti bancari, ma non possono facilmente convertire quei soldi in denaro contante nocessario per acquistare beni.

Ufficialmente, il governo ha mantenuto i ‘bond notes’ e il denaro elettronico uguale al dollaro USA, ma entrambi si sono svalutati rapidamente contro il dollaro sul mercato nero, illegale ma prospero, costringendo molte aziende, incluso lo stesso governo, ad accettare il dollaro solo per alcune transazioni. Fino ad oggi per ottenere 1 dollaro al mercato nero, gli zimbabwani hanno dovuto pagare fino a quattro volte l’importo in ‘bond notes’ o trasferimenti elettronici. (News 24)