Botswana
1867: prime prospezioni per la ricerca dell'oro da parte di europei; inizia l'estrazione. 1885: i britannici proclamano il protettorato del Bechuanaland. 1890: il protettorato è esteso fino al fiume Chobe. 1891: l'amministrazione del protettorato è affidata all'Alto commissario per il Sudafrica. 1895: la Compagnia britannica del Sudafrica tenta di acquisire la regione, ma la protesta a Londra di tre capi tswana fa rientrare il progetto; anche alcuni tentativi successivi falliscono.
1950: il capo di Ngwato, Seretse Khama, è deposto ed esiliato. 1952: proteste contro l'esilio di Khama. 1959: si inaugurano le miniere di rame. 1960: nasce il Partito del popolo del Bechaunaland (Bpp); dicembre: Londra approva la nuova costituzione; stabiliti il Consiglio esecutivo, il Consiglio legislativo e il Consiglio africano. 1961: Seretse Khama è nominato al Consiglio esecutivo. 1962: Khama fonda il Partito democratico del Bechaunaland (Bdp - diventerà il Partito democratico del Botswana). 1965: Gaborone diventa la capitale amministrativa; il Bdp vince le elezioni legislative (le prime mai svolte nel paese con suffragio universale); Seretse Khama è primo ministro.
1966, settembre: il paese diventa indipendente con il nome di Repubblica di Botswana; Seretse Khama è presidente. 1967: scoperti i diamanti a Orapa. 1969, agosto: il Bdp vince le elezioni generali e Khama è rieletto presidente. 1977, gennaio: il Consiglio di sicurezza dell'Onu ordina alle forze rodhesiane di cessare le ostilità sul confine con il Botswana; marzo: create le Forze di difesa del Botswana. 1979, ottobre: alle elezioni generali il Bdp ottiene la maggioranza e Khama è rieletto presidente. 1978: nasce il Fronte nazionale del Botswana (Bnf), come coalizione di partiti di sinistra e centrosinistra.
1980: il Botswana è tra i membri fondatori della Conferenza di coordinamento per lo sviluppo dell'Africa Australe (Sadcc), che ha come scopo principale lo sviluppo di progetti finalizzati a diminuire la dipendenza economica dall'apartheid sudafricana; muore Seretse Khama e il vicepresidente Quett Ketumile Masire diventa presidente con il voto del parlamento. 1984, settembre: alle elezioni generali, il Bdp ottiene la maggioranza e Quett Masire è rieletto presidente. 1985, giugno: alcuni edifici sono rasi al suolo e 12 persone sono uccise dalle forze militari del Sudafrica, che stanno dando la caccia a esponenti dell'Congresso africano nazionale (Anc); l'azione è condannata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. 1988, ottobre: alle elezioni generali, il Bdp ottiene la maggioranza e l'Assemblea generale rielegge Masire. 1989: diminuisce la domanda di diamanti; aumenta la disoccupazione; cresce la corruzione nel governo.
1991: 12mila impiegati del settore pubblico sono licenziali, per aver inscenato uno sciopero per chiedere l'aumento degli stipendi; tre dei sette partiti di opposizione danno vita al Fronte progressista popolare per contrastare la politica del governo. 1992: il tasso di disoccupazione è vicino al 25%.; il governo inizia a incrementare attività diverse da quelle minerarie; a causa della siccità, viene dichiarato lo stato di emergenza. 1994: il Bdp vince le elezioni legislative e l'Assemblea nazionale rielegge Masire. 1995: il governo inizia a trasferire migliaia di boscimani fuori dal parco nazionale del Kalahari. 1997: approvati alcuni emendamenti costituzionali, che limitano la presidenza a due soli mandati; il voto è portato da 21 a 18 anni. 1998, marzo-aprile: Masire dà le dimissioni; Festus Mogae, vicepresidente, diventa presidente secondo i nuovi ordini costituzionali; giugno: in seguito a una scissione nel Bnf, nasce il Partito del congresso del Botswana (Bcp); circa il 40% della popolazione adulta è sieropositiva; cresce il numero degli orfani di aids. 1999, settembre: stato di emergenza di 6 giorni per risolvere contestazioni sulla registrazioni degli aventi diritto al voto; ottobre: alle elezioni generali, il Bdp ottiene la maggioranza e Mogae è riconfermato presidente.
2000, febbraio-marzo: devastanti inondazioni lasciano 60mila persone senza casa; agosto: Mogae dichiara che i medicinali anti-retrovirali saranno resi disponibili gratis a tutti a partire dal 2001. 2001, marzo: la compagnia diamantifera nazionale, Debswana, promette di sussidiare le medicine per i propri lavoratori sieropositivi. 2002, marzo: i boscimani del Kalahari portano il governo in tribunale, accusandolo di averli sfrattati con la forza dalle loro terre; la causa è respinta per dettagli tecnici. 2003, settembre: il Botswana inizia a erigere reticolati lungo il confine con lo Zimbabwe per tentare di fermare il flusso di immigranti da quel paese. 2004, marzo: i sieropositivi sono scesi al 37,5%; il Botswana non detiene più il record mondiale di sieropositività; agosto: la più grande compagnia diamantifera del paese licenzia 1.000 operai, colpevoli di aver scioperato (una corte sentenzia che una simile azione è illegale); ottobre: Mogae ottiene il secondo mandato.
2006, dicembre: un gruppo di boscimani vince una battaglia legale durata 4 anni e ottiene il riconoscimento dei loro diritti alle proprie terre ancestrali. 2008, marzo: il paese vara una propria compagnia per il commercio dei diamanti, la Diamond Trading Company Botswana (Dtcb); aprile: Mogae cede la presidenza a Seretse Khama Ian Khama; ottobre: l'ex presidente Mogae vince un premio di 5 milioni di dollari creato per incoraggiare il buon governo in Africa. 2009, aprile: il Botswana dichiara che dimezzerà la produzione di diamanti a causa del calo nella domanda di gemme; ottobre: il Bdp vince le elezioni e Iam Khama è eletto per un mandato di 5 anni; novembre: il paese registra una sostanziale ripresa economica, in seguito a un incremento nella produzione di diamanti (durante il 2009 la produzione è calata del 50%).
2010, luglio: l'Alta corte sentenzia che i boscimani non possono utilizzare l'acqua del pozzo di Mothomelo, nel cuore della riserva di caccia del deserto del Kalahari, dando ragione al governo che sostiene di voler tutelare la fauna e le attrattive turistiche della regione; novembre: una banca annuncia la ripresa economica nazionale, dopo un incremento della produzione diamantifera; l'associazione per i diritti umani, Survival International, chiede il boicottaggio dei diamanti del Botswana e accusa il governo di forzare i boscimani ad abbandonare le loro terre ancestrali.
2011, gennaio: la corte di appella rovescia la sentenzio del luglio 2010 che aveva privato i boscimani di attingere acqua nelle loro terre ancestrali; aprile: inizia uno sciopero di due mesi degli impiegati governativi per un miglioramento dello stipendio.
2012, gennaio: falliscono i colloqui tra tre partiti di opposizione per formare una coalizione; svaniscono le speranze di poter contrastare lo strapotere del Bdp.
(Aggiornato al 27 agosto 2012)
Nome ufficiale: Repubblica di Botswana
Superficie: 581.730 km2
Capitale: Gaborone
Lingue: inglese (ufficiale), setswana, kalanga, sekgalagadi e altre
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 30 settembre (dalla Gran Bretagna)
Capo di stato e di governo: Seretse Khama Ian Khama (dal 1° aprile 2008)
Religioni: cattolici (4,7%), altri cristiani e chiese indipendenti (66%), seguaci delle religioni tradizionali (29,18), musulmani (0,12%).
Popolazione
Abitanti: 2.098.000 (stime luglio 2012)
Gruppi etnici: tswana (79%), kalanga (11%), basarwa (3%), altri, compresi boscimani e bianchi (7%)
Crescita demografica annua: 1,47%
Tasso di fertilità: 2,46 figli per donna
Popolazione urbana: 61%
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 57/1.000
Speranza di vita: 55 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 18,8%
Prevalenza Hiv: 24,8%
Accesso a servizi sanitari adeguati: 47%
Accesso all'acqua potabile: 96%
Economia
30,3% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,633 (118° su 187 paesi)
Prodotto interno lordo: 16,4 miliardi di dollari (30 miliardi a parità di potere d'acquisto nel 2011)
Pil pro capite annuo: 7.816 dollari (16.300 a parità di potere d'acquisto)
Crescita economica annua: 6,2% (2011)
Inflazione: 7,8% (2011)
Risorse naturali: diamanti, rame, nichel, sale, soda, patassa, carbone, minerali di ferro, argento
Prodotti agricoli: bestiame, sorgo, mais, miglio, legumi, girasoli, arachidi
Esportazioni: diamanti, rame, nichel, soda, tessili (5,5 miliardi di dollari nel 2011)
Importazioni: cibo, macchinari, materiale elettrico, veicoli, tessili, carburanti e prodotti petroliferi, legname, metalli (5,426 miliardi di dollari nel 2011)
Debito estero: 2,68 miliardi di dollari (stime fine 2011)
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