Finanziamenti alle fregate navali Fremm e all’Eurofighter
In piena crisi economica globale, il governo italiano ha tagliato drasticamente le spese per l’istruzione e per la cooperazione allo sviluppo. Non quelle alla difesa.

Nonostante la grave crisi economica, la legge finanziaria 2009 approvata il 19 dicembre scorso dal parlamento italiano stanzia almeno 4 miliardi per gli investimenti nel settore della difesa. I manager dell’industria bellica non possono lamentarsi: sono previsti minori finanziamenti rispetto a quelli stanziati dal precedente governo Prodi, ma la legge non li penalizza. La Difesa ha superato con un meno 6% le sforbiciate di Tremonti che hanno tagliato 8 miliardi di euro alla scuola nel prossimo triennio. Ma puniti sono soprattutto i militari. Non l’industria.

 

Vista la scarsa trasparenza in materia è un’operazione difficile quantificare con previsione la spesa di investimenti militare. Essa è divisa in diversi fondi, per lo più del ministero per lo sviluppo economico, che finanzia la parte dei programmi di ammodernamento più importanti. La Finanziaria prevede un incremento di un miliardo per ciascuno degli anni 2010 e 2011 per il Fondo realizzazione programmi investimento pluriennali nell’industria nazionale ad alto contenuto tecnologico. Tale fondo istituito da Prodi nel 2008 ammontava a 1,2 miliardi e nel 2009 è stato ridotto da Tremonti a 1,017 milioni.

Buone notizie per Finmeccanica: per il programma di coproduzione italo francese per le fregate navali Fremm è prevista una rimodulazione della spesa, con un incremento dello stanziamento di 239 milioni di euro, e la previsione di ulteriori stanziamenti di 305 milioni sia nel 2010 che nel 2011. Nel 2012 è prevista una riduzione di 845 milioni. Anche i programmi aeronautici sono stati incrementati: per l’Eurofighter stanziati 500 milioni a carico del ministero per lo sviluppo economico. A queste sono da aggiungere le spese per le missioni militari all’estero, pari a un miliardo l’anno.

 

La Finanziaria ha anche cancellato lo stanziamento di due milioni di euro previsto per lo sminamento, cioè la bonifica dei territori dove sono presenti le mine antipersona, che in passato l’Italia ha venduto a numerosi paesi in guerra. La finanziaria 2009 riduce inoltre drasticamente i finanziamenti alla cooperazione allo sviluppo. A nulla sono serviti gli appelli lanciati nei mesi scorsi : la cooperazione quest’anno dovrà tirare drammaticamente le cinghia, a rischio anche il servizio civile.

 

Il governo Berlusconi sembra voler considerare l’industria militare come una sorta di volano: la ripresa economica sarà sostenuta dalle spese per le armi.

Durante l’iter della legge nessun onorevole o senatore ha proposto di ridurre le spese per gli armamenti. Le spese militari sono uscite dall’agenda politica, in perfetto stile bipartisan, anzi Pdl e Pd hanno fatto a gara nell’affermare gli insufficienti stanziamenti per le forze armate. Eppure in tempi così difficili riducendo le spese per le armi si potrebbero, ad esempio trovare le risorse per investire nella scuola e nell’università.

Per approfondire cerca nel motore in alto:

– Finanziaria e i miliardi a Finmeccanica, 18/01/2008
– Finanziaria 2009: il servizio civile al verde, 20/11/2008