Africa / Chiesa

Papa Francesco inizierà mercoledì il suo secondo viaggio nell’Africa sub-sahariana che lo porterà, dal 4 al 10 settembre, in Mozambico e Madagascar e terminerà con una visita di qualche ora alle Maurizio.

Al vertice della sua agenda ci sono i temi ambientali, la povertà, lo sfruttamento delle risorse da parte di aziende straniere e la corruzione, definita da Francesco «una delle piaghe più decimanti» della società.

Il viaggio sarà soprattutto un’occasione per rinnovare gli appelli sanciti dalla sua enciclica del 2015, “Laudato Si”, sulla protezione ambientale dopo gli incendi della foresta brasiliana e in vista del sinodo per l’Amazzonia, dal 6 al 27 ottobre a Roma.

Anche in Mozambico e Madagascar, così come in molti altri paesi africani, infatti, la deforestazione dilaga. Secondo la Banca mondiale, il Mozambico ha perso 8 milioni di ettari di foresta – circa le dimensioni del Portogallo – dagli anni ’70 ad oggi. «Qui siamo soliti dire che nemmeno il nostro legno è nostro, perché i cinesi lo stanno portando via», dice Costantino Bogaio, provinciale dei missionari comboniani in Mozambico.

In Madagascar, circa il 44% delle foreste sono scomparse negli ultimi 60 anni, secondo il centro di ricerca agricolo francese Cirad. Il pericolo ambientale è inoltre aggravato dal fatto che l’80% delle sue specie vegetali e animali non si trova da nessun’altra parte al mondo. (Voice of America)