Iran: il presidente Ebrahim Raisi in Kenya, Uganda e Zimbabwe
Economia Kenya Politica e Società Uganda Zimbabwe
La Repubblica islamica alla ricerca di nuove alleanze in Africa
Iran: il presidente Ebrahim Raisi in Kenya, Uganda e Zimbabwe
12 Luglio 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti
Ebrahim Raisi in Kenya (Credit: Presidenza della Repubblica del Kenya / Twitter)

L’Africa è un continente sempre più strategico nel mutamento in corso degli equilibri politici ed economici mondiali. Per i paesi orientali in particolare.

Poche settimane dopo la visita del capo di Stato indiano Modi in Egitto è la volta di un altro viaggio definito “storico”, quello di Ebrahim Raisi – da oggi per tre giorni in Kenya, Uganda e Zimbabwe – il primo presidente iraniano in tour in Africa negli ultimi 11 anni.

Un viaggio all’insegna della cosiddetta “diplomazia economica”, con il quale la repubblica islamica cerca di ridurre l’isolamento stringendo nuove alleanze, non solo commerciali, contrastare il rafforzamento della presenza di Stati Uniti, Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, e nel contempo cercare nuove vie per l’espansione della dottrina sciita.

Di un «continente di opportunità» ha parlato il portavoce del ministero degli esteri Nasser Kanani, descrivendo questo viaggio come «un nuovo punto di partenza per un’impennata dei legami economici e commerciali e per il rafforzamento delle relazioni politiche e culturali».

Lo scorso anno l’Iran ha esportato in Africa beni e servizi – tra cui prodotti petrolchimici, cibo, medicine, ingegneria e servizi tecnici – per un valore di 1,2 miliardi di dollari, ha dichiarato l’ex capo dell’Organizzazione iraniana per la promozione del commercio, Alireza Peyman Pak.

Aggiungendo che Teheran potrebbe anche scambiare merci con paesi africani in circostanze in cui i sistemi bancari sono deboli o sottoposti a sanzioni.

Una cifra, quella dell’export nel continente, che supererà quest’anno i 2 miliardi di dollari, secondo il ministero degli esteri iraniano.

Intanto, lo scorso marzo, Raisi ha anche incontrato a Teheran un gruppo di rappresentanti dell’Africa occidentale, ai quali si è presentato come un partner alternativo ai paesi occidentali con passato coloniale.

In Nordafrica la politica iraniana ha subìto una svolta dopo il disgelo – mediato dalla Cina – con lo storico rivale regionale, l’Arabia Saudita. Da allora ha cercato di ristabilire i legami con altri paesi della regione, tra cui l’Egitto e il Marocco. Rafforzando quelli con l’Algeria.

Ma nel mirino del regime islamista c’è anche l’America Latina. Il mese scorso, infatti, Raisi si è recato in Venezuela, Nicaragua e Cuba, paesi gravati, come l’Iran, da sanzioni statunitensi.

Si compatta inoltre il blocco delle potenze orientali. La scorsa settimana, la Repubblica islamica è entrata nell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai che comprende Russia, Cina e India.

E a giugno ha inoltrato richiesta formale per l’ingresso nel gruppo BRICS – con Sudafrica e Brasile oltre ai tre sopracitati -, che rappresenta un potente mercato emergente alternativo all’Occidente.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it