Addio al franco CFA

Sei paesi dell’Africa occidentale, guidati dalla Nigeria, hanno criticato il processo in corso per sostituire il franco CFA con la nuova moneta regionale, l’ECO, affermando che il cambiamento non è in linea con quanto concordato per l’adozione di una moneta unica.

Il mese scorso, il presidente francese Emmanuel Macron e la sua controparte ivoriana Alassane Ouattara hanno annunciato che l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (WAMU) avrebbe adottato importanti riforme, tra cui il cambio del nome del franco CFA e del grado di dipendenza della moneta dalla Francia.

La WAMU è composta da sette ex colonie francesi – Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal e Togo – e dall’ex colonia portoghese Guinea-Bissau.

Nel corso della riunione della WAMZ, lo scorso 16 gennaio, Nigeria, Guinea, Sierra Leone, Ghana, Liberia e Gambia hanno criticato l’introduzione della nuova moneta dell’Africa occidentale. “La ridenominazione del franco CFA non è in linea con le decisioni dell’autorità dei capi di stato e di governo dell’ECOWAS per l’adozione dell’ECO come nome di una moneta unica indipendente”, ha detto il gruppo all’agenzia Bloomberg, chiedendo un vertice straordinario dei leader dell’ECOWAS – il gruppo economico regionale dell’Africa occidentale, composto da 15 nazioni -, per discutere della questione.

Il progetto della nuova moneta unica è nato nel 1983 e dal suo lancio è stato più volte rinviato, ma la questione è tornata ad essere negli ultimi anni di primaria importanza con l’avanzamento del progetto di un mercato unico intra-africano (AfCFTA). (Africanews)