Algeria

Il potente uomo d’affari algerino Mahieddine Tahkout, alla guida di una fabbrica di assemblaggio di auto e vicino al presidente deposto Abdelaziz Bouteflika, è stato arrestato lunedì e accusato di corruzione e riciclaggio di denaro sporco.

Ex piccolo imprenditore, Mahieddine Tahkout, 56 anni, ha fatto fortuna costruendo una flotta di autobus e ottenendo appalti pubblici nel settore universitario e dei trasporti urbani.

È stato incarcerato assieme a suo figlio e a due dei suoi fratelli, vertici del gruppo Tahkout. Il gruppo possiede anche una delle più grandi reti di concessionarie auto in Algeria, Cima Motors, che distribuisce i marchi Hyundai, Opel, Chevrolet, Suzuki, Fiat, Jeep e Alfa Romeo.

Dal 2016, Tahkout Manufacturing Company (TMC), un’altra filiale, assembla diversi modelli Hyundai nello stabilimento di Tiaret (200 km a sud-ovest di Algeri). Mahieddine Tahkout ha anche acquistato nel 2015 il canale TV Numidia TV.

Secondo l’agenzia ufficiale APS, l’imprenditore e i suoi parenti sono stati ascoltati dalla giustizia ad Algeri, assieme all’ex primo ministro Ahmed Ouyahia, ai dirigenti dell’Ufficio nazionale dei lavori universitari (Onou), dei ministeri dei Trasporti e dell’Industria e dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo degli investimenti (Andi).

Mahieddine Tahkout è accusato di aver ottenuto “privilegi indebiti” da queste amministrazioni. Ahmed Ouyahia e l’ex prefetto (wali) di Algeri, Abdelkader Zoukh, hanno lasciato la corte liberi e non è stato possibile sapere immediatamente in merito a quali fatti siano stati interrogati e se fossero chiamati come testimoni o parti di causa.

Ouyahia e Zoukh erano già stati ascoltati dalla magistratura a maggio, insieme ad altri ex alti funzionari, nelle indagini contro un altro uomo d’affari, Ali Haddad, fondatore e amministratore delegato della Fce (Forum des chefs d’entreprises), onnipotente organizzazione degli imprenditori algerini, e molto vicino al freatello dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, Said, anch’esso arrestato.

Diversi ricchi e potenti uomini d’affari algerini sono stati incarcerati dopo le dimissioni, il 2 aprile, di Bouteflika, sotto la pressione di un forte movimento popolare di protesta. La maggior parte è sospettata di aver beneficiato dei legami con l’entourage di Bouteflika per ottenere appalti pubblici e vari vantaggi. (Jeuneafrique)