Le mosse di Al Qaida
Ritorna la paura nel paese nordafricano dove, dopo un inverno relativamente calmo, il terrorismo di matrice islamica è tornato a colpire in diverse regioni. Anche con due attentati kamikaze, i primi dal marzo del 2009.

Il 25 luglio, alle prime luci dell’alba, un kamikaze a bordo di un’auto imbottita di esplosivo si è scagliato contro una caserma della gendarmeria a pochi chilometri da Tizi Ouzou, capoluogo della berbera Cabilia, regione considerata il covo di Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi), almeno nel nord dell’Algeria. La potenza dell’esplosione ha danneggiato case e negozi nel raggio di 500 metri ma il bilancio è di un solo morto, un guardiano notturno, e 8 agenti feriti. Seconda la stampa algerina un atto di forza, un avvertimento per ricordare come sia ancora lontana quella riconciliazione tanto sbandierata dal presidente Abdelaziz Bouteflika.

Nonostante il perenne stato di assedio, 5 attentati sono stati compiuti in Cabilia nel giro di poche settimane. Il 10 giugno un altro kamikaze si è fatto saltare in aria uccidendo 4 militari e ferendone piu’ di 20. Dall’inizio dell’estate, altri attacchi sono stati compiuti anche nel Sahara, nelle terre di confine con Mali e Mauritania, divenute negli ultimi due anni nuovo dominio del braccio nordafricano di Al Qaida.

Da giugno almeno 40 persone sono morte nelle violenze del terrorismo. Violenze senza fine che continuano ad insanguinare l’Algeria dal lontano 1992, quando vennero annullate le elezioni vinte dal Fronte islamico per salvezza (Fis). Da allora, la lotta tra esercito e integralisti armati non si è mai fermata del tutto. Superato il “decennio nero” degli anni ’90, quando il Gia insanguinava il paese con massacri tra i civili, il terrorismo ha continuato a colpire sotto la bandiera del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) per poi ribattezzarsi nel 2007, al Jihad fi Bilad al Maghrib al Arabi, Al Qaida per il Maghreb islamico.

Con l’internazionalizzazione dei gruppi armati algerini, il paese viene travolto da una serie attentati suicidi anche nella capitale e questo ritorno alla micidiale arma dei kamikaze, quasi impossibili da fermare nonostante l’impotente dispiegamento delle forze di sicurezza, fa temere il peggio. A pochi giorni dall’inizio Ramadan, considerato dai jihadisti il periodo più propizio per colpire e garantirsi il paradiso, la tensione resta alta non soltanto in Cabilia ma anche ad Algeri.

Intanto nel sud, nella fascia sahelo-sahariana, si fanno sempre più frequenti le azioni, in particolare i sequestri di cittadini occidentali, rivendicate dal gruppo guidato da Abdelmalek Deroukdal. Pochi giorni fa, proprio la voce dell’emiro ha annunciato l’uccisione di Michel Germaneau, il settantottenne ostaggio francese rapito il 19 aprile scorso. Altri due spagnoli, Roque Parcual e Albert Vilalta, sono ancora nelle mani di Aqmi.