Algeria / Migranti

Le Nazioni Unite sono tornate a chiedere all’Algeria di interrompere immediatamente le espulsioni collettive di migranti sub-sahariani nel deserto, attraverso il suo confine con il Niger. «Queste espulsioni collettive dall’Algeria al Niger sono in totale violazione del diritto internazionale», ha dichiarato Felipe Gonzalez Morales, relatore speciale dell’ONU per i diritti umani dei migranti dopo aver presentato il suo rapporto sulla situazione nel paese. «Chiedo al governo algerino di rispettare i suoi obblighi internazionali e fermare con effetto immediato tutte le espulsioni collettive di migranti in Niger».

Dal 2014, Algeri ha inviato circa 35.600 migranti in Niger, secondo le cifre dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) citate nella relazione, di cui oltre 13.000 dall’inizio dell’anno. Le espulsioni di massa dall’Algeria sono aumentate dal 2017, quando l’Unione Europea ha rinnovato la pressione sui paesi nordafricani per bloccare i migranti diretti a nord.

Da tempo reportage giornalistici e organizzazioni per i diritti umani denunciano queste espulsioni di massa e l’abbandono di migranti in desolate aree di confine che lo stato nordafricano ha sempre negato. Il rapporto dell’ONU denuncia che i migranti vengono prelevati dalle loro case, spesso di notte e senza avere il tempo di vestirsi, o di raccogliere i loro averi o del denaro. Alcuni di loro hanno vissuto e lavorato nel paese per anni, con bambini che frequentano scuole locali. Altri vengono picchiati e trattenuti nelle stazioni di polizia prima di essere trasportati in autobus fino al confine, dove sono costretti a camminare attraverso il deserto fino alla città più vicina.

Il Niger è un’importante rotta per il traffico di migranti che cercano di raggiungere l’Europa. L’Unione Europea stima che il 90% dei migranti provenienti dall’Africa occidentale passi attraverso il paese prima di trasferirsi in Algeria, in Libia o altrove. (News 24)