Sabato 18 e domenica 19 luglio si è svolta la prima Assemblea mondiale per l’Amazzonia con la partecipazione online dei movimenti indigeni provenienti da Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Guyana francese e Suriname.

“Ecocidio, etnocidio e terricidio sono peggio del coronavirus”, afferma la Dichiarazione finale della prima Assemblea mondiale per l’Amazzonia, al termine della quale sono state decise tre azioni:

  1. Campagna globale per affrontare i gravi impatti dei Covid-19 sulle popolazioni indigene, gli afrodiscendenti e l’intera Amazzonia
  2. Boicottaggio dei prodotti delle multinazionali
  3. Istituzione di un gruppo di mobilitazione che determini progetti specifici nei prossimi mesi, ossia giornate di mobilitazione globale per fermare l’etnocidio, l’ecocidio e l’estrattivismo e per salvare l’Amazzonia.

“Questa Assemblea – hanno concluso i partecipanti – può dare un forte impulso alla consapevolezza necessaria per difendere una regione del mondo che genera ossigeno per tutti”.

Di seguito la dichiarazione finale:

“Sta nascendo qualcosa di nuovo. Riuscite a sentirlo?
Lo si sente tra le grida dell’Amazzonia.

Si solleva la lotta dei popoli amazzonici, aggrediti nei loro territori, nelle loro memorie e culture. Cresce il grido assordante della foresta, disboscata, incendiata, saccheggiata dall’estrattivismo che la violenta, obbedendo solo al potere e all’avidità.

Nemmeno una goccia di sangue e dolore in più nei prodotti di consumo nelle città di tutto il mondo!

C’è un’alleanza di resistenze tra le comunità della foresta, urbane e rurali, che si stanno organizzando per far fronte alla devastazione e alla fame che potranno continuare dopo questa pandemia.

Perché l’ecocidio, etnocidio e terricidio avanzano peggio del virus.

I corpi e i territori delle donne e della terra sono storicamente violati da un sistema patriarcale, coloniale e capitalista, che non sa cosa vuol dire prendersi cura della vita.

Tuttavia, nel mezzo del dolore, come se fosse un parto, sta nascendo qualcosa di nuovo: un tessuto ribelle di molti spiriti della foresta e del cemento, che ci ricordano che tutte e tutti noi siamo Amazzonia.

Questo tessuto nasce nell’angosciante certezza di sapere che non c’è più tempo.
È ora di unirsi nella diversità dei saperi dei popoli di Abya Yala e del mondo, e nelle culture del prendersi cura, per restituire lo spirito della foresta all’umanità.

Amazzonizzati!

I fiumi amazzonici ci attraversano, ci danno respiro, ci cantano canzoni di libertà; siamo figlie e figli della Terra e dell’Acqua, di cui le nostre radici si nutrono e in cui coesistono con le stelle del Giaguaro nell’Universo.

Amazzonizzati! È adesso o mai più!

Entra nella foresta dei nostri sogni, lotte e resistenze!
Prendi parte al processo di creazione delle Assemblee Mondiali per liberare l’Amazzonia e i popoli che la abitano.

Più forte di tutte le voci della morte, sarà il grido della vita
che nasce dall’Amazzonia e dal mondo!”